Norme Tecniche del Piano Strutturale

Art. 91 Schema Direttore 2: Ospitalità diffusa nell'Alta Valle del Lota

1. L'obiettivo prioritario è il recupero di un interessante patrimonio di edifici e percorsi (oggi abbandonati e inutilizzati), posti all'interno di un'area boscata di grande qualità nell'alta Valle del Lota; con l'intento di favorire il loro possibile riuso entro un progetto innovativo di ospitalità diffusa e integrata nel territorio (nella sua cultura e nella sua comunità). Un progetto che propone un modello originale di ospitalità e gestione di servizi ricettivi (espansione del concetto di "albergo diffuso"), basato sul recupero di strutture antiche e non utilizzate, sull'idea di valorizzare il patrimonio esistente e incrementare la capacità turistico-ricettiva senza intaccare l'integrità del territorio.

2. Lo Schema Direttore interviene in un contesto caratterizzato da alti valori di naturalità e comprende una vasta porzione di territorio posta nell'alta valle del torrente Lota; l'area è completamente ricoperta da boschi e possiede al suo interno una fitta rete di percorsi e tracciati dismessi (strade vicinali), che unisce e collega un certo numero di edifici rurali di notevole valore storico (già presenti al catasto Leopoldino), abbandonati e/o in rovina.

Lo Schema Direttore interessa un'area compresa tra l'autostrada e le strade comunali di S.Martino e Viciomaggio.

3. Lo Schema Direttore organizza e mette in relazione i seguenti interventi:

  • - valorizzazione e potenziamento del sistema turistico- ricettivo: realizzazione del progetto di ospitalità diffusa (con alcuni servizi centralizzati) nell'alta valle del Lota, attraverso il restauro e il recupero per attività ricettive degli edifici rurali di P. Lota, P. Tre Fontane, P. Terrore, Fogliarino, Le Chiuse, Piazza Gianni, Loreto, Loretino, P. Palazzina, Treccialla, La Casina, Prato Maggiore;
  • - sistemazione dei tracciati viari esistenti e delle aree di pertinenza, con restauro o ripristino di eventuali basolati, muri di contenimento e delimitazione in pietra, affioramenti rocciosi, alberature e siepi; adeguamento delle parti non carrabili e completamento dei tratti mancanti, per restituire un carattere unitario ai percorsi e assicurare la percorribilità pubblica;
  • - realizzazione di un sistema di promozione turistica e di segnaletica teso a valorizzare le risorse presenti nell'area;
  • - istituzione dell'ANPIL Alta valle del Lota (Aree Naturali Protette di Interesse Locale) per le aree di alto valore naturalistico-paesaggistico che ricadono all'interno del perimetro individuato dal piano;
  • - sistemazione e salvaguardia degli impianti vegetazionali esistenti (aree boscate, filari, emergenze arboree, prati pascolo, ecosistemi fluviali) e delle acque di buona qualità;
  • - realizzazione di aree attrezzate per la sosta, da collocare in prossimità dei maggiori punti d'interesse panoramici, architettonici e paesaggistici (maestà, cappelle isolate, tabernacoli, ex mulini, fonti e cisterne, sorgenti, ponti storici, siti di interesse archeologico), di avvistamento della fauna (bird o wildlife watching).