Norme Tecniche del Piano Strutturale

Art. 4 Statuto del territorio e strategia dello sviluppo sostenibile

1. Il Piano Strutturale individua un'ipotesi di organizzazione e un progetto dello spazio aperto ai quali corrispondono scelte, indirizzi e regole per conservare, mantenere e trasformare le diverse parti del territorio, ciascuna collocata entro sistemi, sottosistemi e ambiti caratterizzati da determinate funzioni, morfologie e usi prevalenti.

2. Il progetto del Piano Strutturale si fonda sulla conoscenza e sulla individuazione del patrimonio territoriale, cui corrisponde uno statuto del territorio che ne tutela l'esistenza: garantendo la permanenza della qualità dei rapporti storicamente intercorsi tra attività umane, caratteri fisici e naturali del territorio stesso, fornendo indirizzi e prescrizioni dirette alla loro salvaguardia.

Nello statuto del territorio vengono riconosciute e individuate le invarianti strutturali, viene inoltre definito e individuato il perimetro del territorio urbanizzato nella Tav.C4.1 "Statuto del territorio: invarianti strutturali" e nella Tav.C4.2 "Statuto del Territorio: invarianti strutturali di paesaggio e perimetro del territorio urbanizzato".

Lo statuto del territorio costituisce il quadro di riferimento prescrittivo per le previsioni di trasformazione contenute negli atti di governo del territorio, in conformità con lo statuto del territorio regionale contenuto nel PIT.

3. La scelta della "qualità" come tema fondante del Piano Strutturale di Civitella in Val di Chiana persegue l'obiettivo di assicurare il diritto delle generazioni presenti e future a fruire delle risorse del territorio: in questo senso il piano assume una "dimensione strategica", che affida il compito di orientare le scelte di governo del territorio alla salvaguardia di un rapporto equilibrato tra benessere e soddisfacimento dei bisogni fondamentali dei cittadini, natura, paesaggio agrario e insediamenti.

Gli obiettivi e le strategie di riqualificazione del Piano

Strutturale, con riferimento ai contenuti della LR n.65/2014 e del PIT, vengono individuati nella Tav.C4.3 "Strategia dello sviluppo sostenibile: scenari e indirizzi", attraverso un disegno che illustra i criteri e gli indirizzi da seguire per il governo del territorio, per l'insieme delle attività che concorrono a pianificare e programmare i suoi diversi usi e trasformazioni, con riferimento agli interessi collettivi e alla sostenibilità nel tempo.

La strategia di riqualificazione del territorio comunale individua inoltre i principali obiettivi (qualitativi e quantitativi) da perseguire per favorire lo sviluppo equilibrato delle sue diverse parti:

  • - nella Tav.C4.5 "Sistemi" e nella Tav.C4.6 "Sistema della mobilità" (e nei corrispondenti articoli della Parte III "Sistemi" delle presenti norme), dove vengono stabilite le condizioni e le prestazioni di ogni singola parte in relazione al sottosistema e/o all'ambito di appartenenza;
  • - nella Tav.C4.7 "Strategia dello sviluppo sostenibile: UTOE" (e nei corrispondenti articoli del Titolo XV "UTOE" delle presenti norme) e nella Tav.C4.4 "Strategia dello sviluppo sostenibile: schemi direttori" (e nei corrispondenti articoli del Titolo XI "Azioni progettuali strategiche" delle presenti norme), dove sono previste alcune "azioni" di natura strategica che suggeriscono ipotesi e proposte che il Piano Operativo dovrà sviluppare e tradurre in progetti.

4. Su questi temi il piano individua i possibili scenari per i quali successivamente dovranno essere definite le condizioni e le modalità di attuazione; in tal senso, il Piano Strutturale fornisce criteri e indirizzi per:

  • - tutelare, valorizzare e gestire le risorse essenziali in rapporto alle scelte strategiche connesse alle forme economiche tipiche del territorio (agricoltura, turismo, ricettività, produzione artigianale e industriale);
  • - mantenere e consolidare il carattere policentrico del sistema insediativo, proponendo la tutela integrata degli insediamenti storici e del paesaggio agrario tradizionale;
  • - riequilibrare i rapporti tra capoluogo, insediamenti collinari e frazioni di pianura;
  • - contenere l'espansione dei centri urbani e riqualificare il patrimonio edilizio nella città esistente, dando priorità alle aree connotate da condizioni di degrado e favorendo gli interventi di rigenerazione urbana quale alternativa strategica al nuovo consumo di suolo;
  • - conservare le architetture tradizionali residue, testimonianza dell'identità locale e risorsa per un "turismo sensibile" interessato alle specificità territoriali;
  • - valorizzare le percorrenze storiche e recuperare la viabilità minore (di pianura e di crinale) per la mobilità pedonale e ciclabile; realizzando nuove infrastrutture solo per migliorare l'accessibilità ed evitare l'attraversamento dei centri abitati;
  • - tutelare il rapporto tra "percorso generatore e insediamento generato", evitando allo stesso tempo di saldare insediamenti diversi lungo la strada che li unisce;
  • - favorire la crescita di un circuito di opportunità legate al tempo libero e ai settori economici connessi (arte, cultura, ospitalità);
  • - valorizzare le attrezzature urbane, incrementare la qualità e la quantità degli spazi collettivi;
  • - consolidare le maggiori aree produttive, completare solo quelle connesse al sistema della mobilità, evitando la dispersione e favorendo la ricollocazione degli insediamenti sparsi esistenti;
  • - innalzare la qualità architettonica e urbanistica negli interventi di riqualificazione e di nuova edificazione, integrando i progetti con la ricerca di una migliore efficienza energetica degli edifici e degli impianti;
  • - valutare la compatibilità e gli effetti di interdipendenza tra progetti di infrastrutture, sistemi insediativi, patrimonio paesistico, corridoi ambientali, assetti sociali e occupazionali;
  • - raggiungere un elevato livello di prevenzione e riduzione dei rischi naturali, con un adeguato sistema di protezione e salvaguardia dell'ambiente.

5. Con l'adozione del Piano Strutturale l'Amministrazione Comunale si impegna a favorire le azioni indispensabili al raggiungimento degli obiettivi generali, a perseguire le strategie e gli indirizzi di cui al presente Titolo, ad assicurare la coerenza del Piano Operativo e degli altri atti di governo del territorio con le presenti norme. I temi relativi alla specificità di alcune aree ricadenti nei diversi sistemi, sottosistemi e ambiti del piano sono stati oggetto di confronto e verifica nell'ambito della Conferenza di copianificazione (che si è svolta il 05/05/2015 presso la DG del Governo del Territorio della Regione Toscana, ai sensi dell'art.25 della LR n.65), che ne ha condiviso le strategie come riportato nel verbale della stessa.