Norme Tecniche del Piano Strutturale

Art. 89 Gli Schemi Direttori

1. Gli Schemi Direttori individuano azioni ed interventi di natura strategica, finalizzati a definire ipotesi e obiettivi progettuali legati da unitarietà tematica: essi supportano e descrivono alcune strategie di riqualificazione del Piano Strutturale, illustrate nella Tav.C4.3 "Strategia dello sviluppo sostenibile: scenari e indirizzi", individuando "azioni" e proposte che il Piano Operativo dovrà sviluppare.

2. Gli Schemi Direttori (SD), individuati nella Tav.C4.4 "Strategia dello sviluppo sostenibile: schemi direttori", organizzano e mettono in relazione questi interventi, stabilendo la priorità e la fattibilità degli stessi; essi individuano inoltre le scelte fondamentali ed i luoghi per i quali il Piano Operativo dovrà predisporre specifiche norme o individuare elementi, prescrizioni e parametri necessari alla redazione dei successivi Piani Attuativi.

Art. 90 Schema Direttore 1: La riserva naturale di Ponte a Buriano e Penna e il nuovo accesso da Pieve a Maiano

1. L'obiettivo prioritario è realizzare un progetto che favorisca lo sviluppo e la valorizzazione delle principali risorse culturali (storiche, naturalistiche e ambientali) presenti nell'area, con l'intento di consolidarne l'identità, migliorare le strutture di visita e di accoglienza turistica di questi luoghi, rendere "visibili" e meglio fruibili le sue diverse parti. Seppure già inserita in un sistema di "protezione e tutela", l'area ha delle potenzialità che permettono di immaginare ancora un ampio margine di sviluppo (delle sue funzioni e del suo ruolo), in particolare pensando di lavorare sui temi: della fruizione (sentieri, aree per l'osservazione, punti di sosta panoramici); del recupero di percorrenze e manufatti storici (i vecchi ponti e i siti archeologici degli antichi insediamenti fortificati di Montoto e Castellina affacciata sull'Arno); delle attrezzature (noleggio barche, chioschi); pensando infine all'apertura del passaggio sulla diga dalla centrale elettrica e/o alla costruzione di una passerella sospesa sull'Arno (un attrazione spettacolare), che si inserirebbero nel sistema dei collegamenti tra la riserva, Penna e la Rocca (sull'altra sponda), Podere Spedaluccio (ricettivo e attrezzature), centro e "stazione" ferroviaria di Pieve a Maiano.

2. Lo Schema Direttore interviene in un contesto caratterizzato da elevati valori paesaggistici e naturalistici e comprende una vasta porzione di territorio racchiusa tra il fiume Arno e la linea ferroviaria Firenze-Roma.

La zona include le aree della "Riserva naturale regionale Ponte e Buriano e Penna", i Siti della Rete Natura 2000, i Siti di interesse comunitario (SIC) e regionale (SIR) (dove la costruzione dello sbarramento per l'energia elettrica ha determinato la formazione del grande lago), assumendo una notevole importanza quale sito di sosta, svernamento e nidificazione per uccelli acquatici.

Da Pieve a Maiano e Podere Spedaluccio (dove è possibile parcheggiare, provenendo dal versante di Civitella), si raggiungono i principali accessi ai percorsi e sentieri naturalistici della riserva.

3. Lo Schema Direttore organizza e mette in relazione i seguenti interventi:

  • - recupero e riqualificazione del sito del Castello di Montoto: realizzazione di un'area a parcheggio lungo la strada (prima dell'accesso al sito) e di aree verdi attrezzate per la sosta; apertura di un "campo scuola di scavo" sull'area di interesse storico-archeologico; valorizzazione degli edifici rurali con destinazione a servizi, attività culturali, residenza turistica;
  • - realizzazione di un sistema di promozione turistica e di segnaletica teso a valorizzare le risorse presenti nell'area;
  • - sistemazione dei tracciati viari esistenti e delle aree di pertinenza, con restauro o ripristino di eventuali basolati, muri di contenimento e delimitazione in pietra, affioramenti rocciosi, alberature e siepi; adeguamento delle parti non carrabili e completamento dei tratti mancanti, per restituire un carattere unitario ai percorsi e assicurare la percorribilità pubblica;
  • - sistemazione degli impianti vegetazionali esistenti (aree boscate, filari, emergenze arboree, ecc.) e realizzazione di aree attrezzate per la sosta, da collocare in prossimità dei maggiori punti d'interesse panoramici, architettonici e paesaggistici (maestà, cappelle isolate, tabernacoli, ex mulini, fonti e cisterne, sorgenti, ponti storici, siti di interesse archeologico);
  • - potenziamento della sentieristica nella Riserva Naturale: ampliamento del Sentiero Natura C e suo collegamento con P. Casella e le aree di sosta attrezzate intorno al lago (bird-watching di Vallebuia, view-point di La Castellina, La Caina, P. Montoto II, lake-beach della diga di Penna (chiosco, ristoro, noleggio barche-canoe, ecc.);
  • - interventi mirati ad integrare l'attività agricola con quella turistica e ricettiva attraverso la realizzazione di "poli di eccellenza territoriale" per il turismo verde, con la possibilità di introdurre pubblici esercizi, centri benessere, attività ricreative e di promozione dei prodotti locali delle aziende agricole di P. Il Poggiolo e P. Spedaluccio;
  • - potenziamento del sistema turistico-ricettivo territoriale attraverso la valorizzazione e l'ampliamento del sito di Podere Ritali per servizi e attività ricettive;
  • - potenziamento del "marketing territoriale" e sviluppo di progetti mirati ad arricchire l'offerta turistica: realizzazione di un "ponte sospeso" a valle della diga di Penna, per collegare pedonalmente i due versanti dell'Arno (l'abitato storico di Penna e la Centrale Idroelettrica) e creare una nuova originale attrazione turistica, un percorso "mozzafiato" con una straordinaria vista sulla diga; apertura e sistemazione del suggestivo percorso sul coronamento della Diga di Penna in partnership con l'ente gestore, che potrebbe collaborare anche alla realizzazione di un "Centro di Promozione" per i visitatori della centrale, che favorisca la conoscenza dei processi e l'importanza della produzione di "energia pulita" con attività didattiche, ludiche e formative, iniziative culturali, eventi sportivi (la società ENEL, ad esempio, promuove il progetto "Centrale Aperta" nelle aree di pregio naturalistico vicine agli impianti);
  • - riqualificazione dell'abitato di Pieve a Maiano e valorizzazione del suo ruolo di "porta d'acceso" (sud) della Riserva Naturale: realizzazione della nuova viabilità, con i giardini e la piazza alberata; tutela, declassamento e sistemazione della viabilità storica esistente, promuovendo un uso compatibile con gli spazi di un piccolo centro, un punto di ritrovo, di sosta o di partenza per la Riserva Naturale; realizzazione di nuove aree sportive e di un'area attrezzata per cani (canile, "pensione", addestramento, cimitero per animali); sistemazione con attrezzature per il ristoro, lo sport e il tempo libero di un'area libera in via della Diga e di quella dell'ex mulino di Pieve a Maiano; sistemazione di via della Diga come strada di accesso alla Riserva Naturale; realizzazione di un ampio parcheggio presso la "stazione" ferroviaria, con riqualificazione e ripristino della stessa e della sua pertinenza;
  • - ampliamento dell'offerta di attrezzature per attività socio- ricreative e sportive a "scala territoriale": potenziamento e trasformazione del sito in località La Casina in "Centro di Equitazione", integrando le strutture esistenti con altre attività compatibili (scuola di equitazione, ippoterapia, maneggio coperto, pensione cavalli, trekking a cavallo) e realizzando le altre strutture necessarie (paddock, piste, piccoli circuiti ed ippodromi, club-house con relativi servizi).

Art. 91 Schema Direttore 2: Ospitalità diffusa nell'Alta Valle del Lota

1. L'obiettivo prioritario è il recupero di un interessante patrimonio di edifici e percorsi (oggi abbandonati e inutilizzati), posti all'interno di un'area boscata di grande qualità nell'alta Valle del Lota; con l'intento di favorire il loro possibile riuso entro un progetto innovativo di ospitalità diffusa e integrata nel territorio (nella sua cultura e nella sua comunità). Un progetto che propone un modello originale di ospitalità e gestione di servizi ricettivi (espansione del concetto di "albergo diffuso"), basato sul recupero di strutture antiche e non utilizzate, sull'idea di valorizzare il patrimonio esistente e incrementare la capacità turistico-ricettiva senza intaccare l'integrità del territorio.

2. Lo Schema Direttore interviene in un contesto caratterizzato da alti valori di naturalità e comprende una vasta porzione di territorio posta nell'alta valle del torrente Lota; l'area è completamente ricoperta da boschi e possiede al suo interno una fitta rete di percorsi e tracciati dismessi (strade vicinali), che unisce e collega un certo numero di edifici rurali di notevole valore storico (già presenti al catasto Leopoldino), abbandonati e/o in rovina.

Lo Schema Direttore interessa un'area compresa tra l'autostrada e le strade comunali di S.Martino e Viciomaggio.

3. Lo Schema Direttore organizza e mette in relazione i seguenti interventi:

  • - valorizzazione e potenziamento del sistema turistico- ricettivo: realizzazione del progetto di ospitalità diffusa (con alcuni servizi centralizzati) nell'alta valle del Lota, attraverso il restauro e il recupero per attività ricettive degli edifici rurali di P. Lota, P. Tre Fontane, P. Terrore, Fogliarino, Le Chiuse, Piazza Gianni, Loreto, Loretino, P. Palazzina, Treccialla, La Casina, Prato Maggiore;
  • - sistemazione dei tracciati viari esistenti e delle aree di pertinenza, con restauro o ripristino di eventuali basolati, muri di contenimento e delimitazione in pietra, affioramenti rocciosi, alberature e siepi; adeguamento delle parti non carrabili e completamento dei tratti mancanti, per restituire un carattere unitario ai percorsi e assicurare la percorribilità pubblica;
  • - realizzazione di un sistema di promozione turistica e di segnaletica teso a valorizzare le risorse presenti nell'area;
  • - istituzione dell'ANPIL Alta valle del Lota (Aree Naturali Protette di Interesse Locale) per le aree di alto valore naturalistico-paesaggistico che ricadono all'interno del perimetro individuato dal piano;
  • - sistemazione e salvaguardia degli impianti vegetazionali esistenti (aree boscate, filari, emergenze arboree, prati pascolo, ecosistemi fluviali) e delle acque di buona qualità;
  • - realizzazione di aree attrezzate per la sosta, da collocare in prossimità dei maggiori punti d'interesse panoramici, architettonici e paesaggistici (maestà, cappelle isolate, tabernacoli, ex mulini, fonti e cisterne, sorgenti, ponti storici, siti di interesse archeologico), di avvistamento della fauna (bird o wildlife watching).

Art. 92 Schema Direttore 3: Le isole della produzione, le infrastrutture e i nuovi boschi della pianura

1. L'obiettivo prioritario è avviare un progetto di riqualificazione e sistemazione delle aree produttive, della viabilità e del verde comprese nella zona est del territorio, quella più densamente urbanizzata e connessa al "sistema aretino".

Lo Schema propone di sviluppare in particolare i seguenti temi: realizzazione di una nuova viabilità di attraversamento della zona e riassetto di quella esistente (varianti alla SP21 a Viciomaggio, alla SS73 a Tegoleto e Pieve al Toppo e relativi raccordi con il casello autostradale e la E78); completamento e realizzazione di una nuova area per attività produttive a Viciomaggio, con un polo per l'innovazione tecnologica e servizi all'industria, spazi espositivi, istituzioni per la formazione professionale e la ricerca (con le caratteristiche del "environment park" e delle Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate); realizzazione di appositi interventi di messa in sicurezza e riduzione del rischio idraulico, sistemazioni di aree verdi (boschi, filari, schermature) in funzione di compensazione, mitigazione e riqualificazione paesistico-ambientale; maggiore integrazione e potenziamento delle relazioni con la linea ferroviaria.

2. Lo Schema Direttore interessa aree prevalentemente urbanizzate comprese tra l'autostrada A1 e il casello di Arezzo, il confine comunale con Arezzo e il tratto della E78 fino a Tegoleto.

3. Lo Schema Direttore organizza e mette in relazione i seguenti interventi:

  • - razionalizzazione e sistemazione degli assi viari esistenti (strade di attraversamento) e realizzazione di nuove strade (variante SP21 e SS73) per migliorare l'efficienza generale della viabilità principale, con itinerari semplici e immediati, senza interferenze con le aree residenziali; creazione di itinerari interconnessi fra loro (relazioni di comparto), con gli altri "macrolotti industriali" di Arezzo e con il sistema infrastrutturale nazionale e internazionale;
  • - realizzazione della Variante alla Strada Provinciale 21 di Viciomaggio (già approvata), dall'intersezione con il casello autostradale fino al tratto esistente della SP21 (in via delle Caserosse), con l'obiettivo di migliorare l'efficienza infrastrutturale e ridurre il traffico di attraversamento dall'abitato di Viciomaggio;
  • - realizzazione della Variante alla Strada Statale 73 e delle opere di raccordo con gli svincoli della E78, con tracciato complanare alla suddetta SGC, con l'obiettivo di migliorare l'efficienza infrastrutturale e ridurre il traffico di attraversamento dagli abitati di Tegoleto e Pieve al Toppo;
  • - realizzazione della nuova strada di penetrazione fra la Variante alla SS73 e via Aretina Nord, di raccordo con il comparto industriale Del Tongo;
  • - realizzazione della nuova strada di penetrazione tra la Variante alla SP21 e l'attuale SP21 Pescaiola, con lo scopo di raccordare efficacemente le aree industriali esistenti di Viciomaggio con la nuova viabilità prevista;
  • - sistemazione, all'interno dell'abitato di Viciomaggio, dell'attuale SP 21 Pescaiola e dei suoi spazi di pertinenza (accessi, verde, parcheggi e aree di sosta, con l'eventuale inserimento di un percorso ciclo-pedonale in sede propria), con l'obiettivo di migliorare le prestazioni e avviare un progetto di riqualificazione urbanistica;
  • - riorganizzazione e riqualificazione di via Molinara e di via del Chiassobuio (con bande polivalenti, marciapiedi, parcheggi e alberature) allo scopo di renderle più efficienti nel loro nuovo ruolo di strade di penetrazione, con un tracciato diretto dallo svincolo dell'E78 all'area artigianale-produttiva di Tegoleto; realizzazione di una piccola rotonda sormontabile all'incrocio con via Romana;
  • - valorizzazione della linea ferroviaria RFT attraverso il potenziamento delle sue relazioni con i centri abitati e il territorio: valorizzazione e sistemazioni della stazione di Badia al Pino (unica in ambito urbano), degli spazi di pertinenza, del piazzale e della viabilità di accesso, considerando la relazione con agli interventi di riqualificazione previsti nelle aree adiacenti (sotto- utilizzate o dismesse), che ne migliorino la permeabilità e l'integrazione con il tessuto urbano circostante; realizzazione delle nuove stazioni/fermate, dotate di parcheggio scambiatore, in località Caserosse (fra Viciomaggio e Pieve al Toppo) e in località Gricena, in corrispondenza del nuovo "polo turistico ricettivo" (fra Albergo e Ciggiano);
  • - realizzazione delle aree di compensazione e mitigazione ambientale, barriere verdi e alberate, per schermatura e separazione tra le aree produttive, le aree residenziali e il territorio aperto, per attenuare gli impatti ambientale e riqualificare il paesaggio;
  • - razionalizzazione e sistemazione delle aree produttive esistenti di Badia al Pino, Pieve al Toppo e Tegoleto, delle tre zone industriali isolate Del Tongo, Chimet e Caserosse: attraverso la riqualificazione ambientale, la riorganizzazione delle funzioni, del sistema distributivo e infrastrutturale connesso;
  • - riqualificazione urbanistica dell'area industriale di Viciomaggio: attraverso sistemazioni, completamenti e ampliamenti funzionali delle aziende già insediate nella zona (che necessitano di ulteriori spazi per consolidare e valorizzare la propria attività); realizzazione dei parcheggi e delle aree verdi di compensazione e mitigazione ambientale; sistemazione del rio di Tuori o Fosso Riolo (compreso all'interno dell'area industriale), da realizzare ricostituendo un alveo "naturale" inerbito, eventuali alberature, accessi o percorso di servizio;
  • - realizzazione di due nuove aree produttive (una a Pieve al Toppo, l'altra a Viciomaggio) destinate al trasferimento e alla rilocalizzazione di imprese già insediate nel territorio comunale ma situate in aree dove le attività produttive vengono considerate incompatibile (vicinanza con zone residenziali e/o di valore paesistico-ambientale, carenza di spazi e standard necessari);
  • - realizzazione di una nuova area per attività produttive (compresa tra l'autostrada e il tracciato della Variante alla Strada Provinciale 21 di Viciomaggio), dove è prevista la realizzazione di un "parco tecnologico" che favorisca in particolare l'insediamento e il supporto allo sviluppo di aziende hi-tech (informatica, telematica, microelettronica, robotica, energia e ambiente, ecc.), con attività di produzione e di servizio;
  • - nelle aree del "parco" e in quella prevista a ridosso della strada di penetrazione nei pressi di via dell'Oppiarello (inserita nel sistema dei luoghi centrali e baricentrica rispetto alla vecchia e nuova area produttiva) potranno poi essere ospitati centri di ricerca, sperimentazione e sviluppo tecnologico (incubatore); centri di formazione e servizio alle imprese, spazi espositivi; in queste aree dovrà essere incentivata l'applicazione della disciplina toscana sulle APEA (Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate);
  • - riqualificazione ambientale e rinaturalizzazione del Rio di Tuori (Fosso Riolo) e del Rio di Viciomaggio con ripristino e potenziamento della fascia riparia, la delocalizzazione delle attività improprie, la sostituzione degli argini murati con argini naturali; da realizzare ricostituendo anche in questo tratto un alveo "naturale" inerbito, eventuali alberature, accessi o percorso di servizio;
  • - realizzazione di casse di espansione per la messa in sicurezza delle infrastrutture e delle aree produttive soggette a rischio idraulico.

Art. 93 Schema Direttore 4: I luoghi di connessione tra le centralità urbane di Badia al Pino, Pieve al Toppo, Tegoleto

1. L'obiettivo prioritario è costituire un sistema integrato di aree e funzioni urbane per favorire un flusso di scambi e sinergie tra le diverse centralità presenti nelle frazioni di Badia al Pino, Pieve al Toppo, Tegoleto. Per consolidare e organizzare un sistema di relazioni e di fruizione che colleghi e dia "continuità" ai diversi luoghi centrali delle tre frazioni (esistenti e di progetto) attraverso: la riqualificazione di spazi pubblici, aree di margine e spazi residuali; il recupero e la valorizzazione delle emergenze storico-ambientali e delle percorrenze territoriali; la ricomposizione del mosaico costituito dalle diverse aree residenziali; l'introduzione di percorsi ciclo-pedonali.

2. Lo Schema Direttore organizza e mette in relazione i luoghi centrali di Badia al Pino, Pieve al Toppo, Tegoleto e si estende lungo gli assi di via dei Boschi, vie Romana e Aretina nord, collegando diverse aree e attrezzature. Comprende le principali aree interessate da attività culturali, commerciali e ricreative.

3. Lo Schema Direttore organizza e mette in relazione i seguenti interventi:

Area urbana di Badia al Pino:

  • - valorizzazione del nucleo storico e delle funzioni attrattive tipiche di un "centro civico": potenziamento e introduzione di attività amministrative, commerciali e di servizio, della cultura, dello spettacolo e del tempo libero, con l'obiettivo di favorire un maggior flusso e presenza di persone;
  • - recupero e riqualificazione degli spazi pubblici intorno all'insediamento storico (interventi sulle pavimentazioni dei marciapiedi ed elementi di arredo): con l'obiettivo di realizzare aree tutelate per i residenti e valorizzare le caratteristiche del centro storico;
  • - riqualificazione degli assi viari di via Roma, via Gramsci e via di Sotto (strade, piazze e spazi di d'uso pubblico), per dare continuità e riconnettere entro un sistema integrato le diverse centralità della frazione (la banca, l'albergo, il centro servizi della Misericordia, il comune, la stazione); sistemazione di un tratto di via Settembrini e di via Pratomagno (estensioni del centro civico), con un percorso ciclo-pedonale in sede propria che colleghi la nuova struttura di Poggio Rosso (attività terziarie e di servizio) alla nuova area residenziale e al parco pubblico di quartiere;
  • - riqualificazione di altre strade e percorsi di collegamento, degli spazi di pertinenza, delle piazze e delle aree verdi presenti lungo gli assi viari interessati dallo SD;
  • - realizzazione di una nuova strada (da via Paccinelli a via Baracca), di un parcheggio a servizio del centro storico e di un completamento residenziale sul versante ovest dell'abitato;
  • - riqualificazione dell'insediamento "Italian Style" con un progetto di recupero e trasformazione degli edifici esistenti e degli spazi connessi: realizzazione di un "polo multifunzionale" che possa ospitare e integrare servizi e attività differenti (artigianali, commerciali, direzionali), mantenendo all'occorrenza un "presidio" produttivo legato all'attività attuale dell'azienda; potenziamento dell'accessibilità e delle connessioni con la stazione ferroviaria, via Baracca e via Roma, per migliorare il sistema delle relazioni con il tessuto urbano;
  • - sistemazione e riqualificazione dell'area della stazione carburanti (nei pressi della rotonda di Badia), con il potenziamento dei servizi per i viaggiatori e gli autoveicoli: bar-ristoro, autofficina, lavaggio auto e autocarri, esposizione e vendita autovetture (senza realizzare volumetrie), area attrezzata per camper, ecc.

Area urbana di Tegoleto:

  • - recupero e riqualificazione degli spazi pubblici interni al nucleo storico (interventi sulle pavimentazioni ed elementi di arredo): con l'obiettivo di realizzare aree tutelate per i residenti e valorizzare le caratteristiche dell'insediamento;
  • - valorizzazione della parte ovest del centro storico con trasferimento e introduzione di funzioni attrattive tipiche di un "centro civico": attività amministrative, commerciali e di servizio, della cultura, dello spettacolo e del tempo libero, con l'obiettivo di favorire un maggior flusso e presenza di persone;
  • - riqualificazione dell'asse viario di Via Romana (strada, piazze e spazi di d'uso pubblico), per dare continuità e riconnettere entro un sistema integrato le diverse centralità della frazione (da via Molinara a via Artetina Sud); realizzazione di una nuova struttura per attività terziarie e servizi (estensione sud del "centro civico"), affacciata su una "piazza verde", luogo d'incontro e punto di riferimento per le aree residenziali circostanti;
  • - riqualificazione degli spazi aperti intorno all'insediamento storico, con l'obiettivo di realizzare una "corona verde"; recupero dei percorsi storici e realizzazione di nuovi collegamenti pedonali con la vicinale del Burronaccio, via della Selva e i nuovi quartieri residenziali;
  • - realizzazione di una nuova strada di connessione urbana tra lo svincolo dell'E78 e la SS 73 (tangente al nucleo storico, nella zona sud-est dell'abitato);
  • - realizzazione di percorsi tutelati di collegamento fra il centro e le aree residenziali ad est ed ovest di via Romana Nord (zona via Giardino e zona PEEP), necessari per connettere e integrare le aree residenziali con i parchi e le attrezzature sportive.

Area urbana di Pieve al Toppo:

  • - valorizzazione del nucleo centrale della frazione e delle sue caratteristiche di "centro civico": realizzazione nella zona di confluenza dei maggiori tracciati stradali esistenti (via Sembolino, via dei Boschi, via Aretina Nord, via Vecchia Cassia, SS 73 Senese Aretina) di interventi destinati a permettere la riduzione del traffico di attraversamento e la creazione di una piazza al posto dell'attuale incrocio; riqualificazione delle strade e degli spazi d'uso pubblico presenti lungo gli assi viari interessati dallo SD, con un progetto di trasformazione che ne preveda la sistemazione attraverso nuove pavimentazioni, verde ed elementi di arredo;
  • - riqualificazione degli altri assi viari (strade, piazze e spazi di d'uso pubblico), per dare continuità e riconnettere entro un sistema integrato le diverse centralità della frazione: la chiesa, il campo di calcio, le nuove attrezzature per attività terziarie e di servizio in via Sembolino; le aree commerciali, il centro sociale, la scuola e la nuova attrezzatura per terziario e servizi in via dei Boschi; l'area del consorzio agrario, il parcheggio e l'area verde in via Aretina Nord;
  • - riqualificazione degli spazi aperti intorno al centro, con l'obiettivo di realizzare una "cintura verde"; riqualificazione dei percorsi storici e realizzazione di un collegamento pedonale ad anello necessario per connettere e integrare le aree residenziali con i parchi, le attrezzature sportive, culturali e ricreative, le principali aree commerciali;
  • - realizzazione di un intervento di trasformazione e sostituzione dell'insediamento produttivo di Via Tagliamento con edifici residenziali e un parco pubblico lungo il fosso della Regola.

Territorio circostante:

  • - riqualificazione delle strade di connessione urbana (via dei Boschi e vie Romana e Aretina Nord): realizzazione di percorsi ciclo-pedonali in sede propria, inserimento di bande polivalenti e aree di parcheggio a servizio delle attrezzature commerciali, direzionali e di servizio esistenti o previste;
  • - riconversione di alcune aree produttive (non più compatibili con il Sistema della Produzione) in aree per attività terziarie e di servizio (attrezzature urbane e territoriali).

Art. 94 Schema Direttore 5: Il parco agri-urbano

1. L'obiettivo prioritario è realizzare un parco agricolo multifunzionale, integrato e legato alla valorizzazione delle risorse locali e in funzione di connessione e riqualificazione delle frazioni di Badia al Pino, Pieve al Toppo, Tegoleto, divenute oramai parte di un unico sistema policentrico (tripolare).

Il "parco agri-urbano" comprende un'ampia porzione di campagna, che dovrà essere riqualificata mantenendo integri i suoi caratteri identitari (naturali e funzionali), prevedendo il ripristino della viabilità poderale e introducendo sequenze di spazi aperti per attività di tempo libero, spettacoli ed eventi, all'occorrenza utilizzabili per pubblica utilità e dalla protezione civile. Un progetto di recupero ambientale, un luogo di aggregazione pensato per contrastare la pressione urbana e ritrovare nuove modalità d'uso per un insieme di aree agricole peri-urbane: la "natura in città", un parco organizzato e sperimentale, capace di coniugare autoproduzione alimentare, conservazione dei coltivi tradizionali misti a maglia fitta, attività e spazi collettivi.

2. Lo Schema Direttore comprende un'ampia zona agricola (con parti di qualità, e molte aree attualmente sottoutilizzate) compresa tra il territorio aperto e le aree urbanizzate di Badia al Pino, Pieve al Toppo, Tegoleto. L'insieme di queste aree è caratterizzato dalla permanenza di interessanti trame del paesaggio agricolo (insediamenti e percorsi rurali), porzioni di pianura alluvionale coltivati, strutturati da un preciso sistema di drenaggio delle acque. Questi elementi di regimazione sono assunti come "sedime" per la costruzione di un nuovo paesaggio.

3. Lo Schema Direttore organizza e mette in relazione i seguenti interventi:

  • - sistemazione dei tracciati viari esistenti, realizzazione dei tratti mancanti e dei collegamenti di raccordo con la rete dei percorsi tutelati nel territorio e nei tre centri abitati di Pieve al Toppo, Badia al Pino e Tegoleto;
  • - riorganizzazione della viabilità poderale e dei percorsi di fruizione delle aree agricole;
  • - tutela, ripristino e adeguamento del reticolo idrografico di drenaggio, riqualificazione delle aree naturali lungo i fossi;
  • - riqualificazione delle aree agricole, nel rispetto dei loro caratteri identitari; conservazione e ripristino dei coltivi tradizionali misti a maglia fitta; realizzazione di orti urbani (sociali) e colture (anche sperimentali), per autoproduzione alimentare o rivolta al mercato locale (Km.0);
  • - realizzazione di un punto vendita per i prodotti agricoli locali ("dal produttore al consumatore"): un "mercatale" all'aperto, posto sulla via Vecchia Senese, in posizione baricentrica rispetto alle tre principali frazioni;
  • - realizzazione di uno spazio multifunzionale (anche questo posto in posizione baricentrica), attrezzato per manifestazioni di vario genere (musica e spettacoli, incontri, eventi sportivi e ricreativi) e all'occorrenza utilizzabile dalla protezione civile in caso di calamità (tendopoli, ricovero della popolazione, stoccaggio dei materiali);
  • - riqualificazione e potenziamento delle attrezzature sportive e del verde pubblico, anche attraverso la creazione di nuovi spazi aperti per il gioco libero (nei pressi dei centri abitati) e la possibilità di realizzare piccole strutture per servizi e ristoro.

Art. 95 Schema Direttore 6: Civitella e le percorrenze dei paesaggi Civitellini

1. L'obiettivo prioritario è la riqualificazione della rete dei tracciati e delle percorrenze storiche che presentano caratteristiche paesaggistiche rilevanti, il recupero e la valorizzazione delle principali risorse economiche e culturali che caratterizzano questa parte del territorio. Con l'intento di favorire e sviluppare un sistema alternativo di fruizione di questi luoghi, che ha come riferimento principale la visita e la sosta nella rocca e nel borgo del centro storico di Civitella in Val di Chiana. Per riscoprire un nuovo-antico modo di attraversare il territorio, concedendosi il tempo necessario per viaggiare "lentamente" tra i suoi paesaggi, i luoghi, la gente che li abita, le tradizioni, i prodotti locali (slow travel, itinerari tematici).

2. Lo Schema Direttore interviene in un contesto territoriale ricco di risorse culturali (storiche, naturalistiche, ambientali) e paesaggi rurali che nell'insieme definiscono il carattere e l'identità di questi luoghi.

Lo Schema Direttore organizza e mette in evidenza una rete "strutturante" di percorrenze storiche che si estende lungo i principali crinali delle aree collinari poste al di là della Via Vecchia Senese e della Provinciale di Pescaiola, che comprende anche alcuni tracciati di rilevante valore storico documentale come la via Maremmana di transumanza, la via dei Mercanti, la via del Bastardo e il percorso della Memoria.

3. Lo Schema Direttore organizza e mette in relazione i seguenti interventi, nel centro storico di Civitella e nel territorio circostante.

Centro storico di Civitella:

  • - valorizzazione della "Sala della Memoria", con l'individuazione di una nuova sede e la realizzazione di un nuovo allestimento;
  • - valorizzazione della "Galleria di Arte Contemporanea" con le opere acquisite dal "Premio Nazionale di Pittura Città di Civitella" e realizzazione di un unico Centro Informazioni per i musei, le gallerie e i centri documentazione civitellini;
  • - restauro e recupero funzionale del complesso della Rocca di Civitella per attività culturali, ricreative e turistiche: realizzazione di un "museo" che potrà diventare il punto di riferimento (orientamento e informazione) di un percorso di scoperta e visita di altri luoghi nel territorio di Civitella e della Valdichiana (castelli, castellari, rocche, palazzi fortificati, torri, antichi tracciati); realizzazione di uno spazio di rappresentanza e promozione dei prodotti locali e pubblici esercizi; sistemazione delle aree scoperte con materiali e soluzioni che permettano di ospitare manifestazioni temporanee;
  • - restauro delle mura e riqualificazione del pomerio esterno con la realizzazione di un percorso dedicato e piccole aree di sosta per la collocazione delle sculture della Collezione d'Arte Contemporanea; riqualificazione delle aree terrazzate e boscate poste nei pressi del pomerio; riqualificazione a verde pubblico del pomerio interno, con l'inserimento di elementi di collegamento tra la strada e il terreno adiacente le mura;
  • - valorizzazione e riqualificazione di Palazzo Becattini, sede dell'attuale RSA, con destinazione a Centro Servizi (sociali, culturali, turistico-ricettivi);
  • - realizzazione di un'area attrezzata per la sosta dei camper, con servizi annessi.

Territorio circostante:

  • - sistemazione dei tracciati viari esistenti e delle aree di pertinenza, con restauro o ripristino di eventuali basolati, muri di contenimento e delimitazione in pietra, affioramenti rocciosi, alberature e siepi; adeguamento delle parti non carrabili e completamento dei tratti mancanti, per restituire un carattere unitario ai percorsi e assicurare la percorribilità pubblica;
  • - sistemazione degli impianti vegetazionali esistenti (aree boscate, filari, emergenze arboree, ecc.) e realizzazione di aree attrezzate per la sosta, da collocare in prossimità dei maggiori punti d'interesse panoramici, architettonici e paesaggistici (maestà, cappelle isolate, tabernacoli, ex mulini, fonti e cisterne, sorgenti, ponti storici, siti di interesse archeologico);
  • - realizzazione di un sistema di promozione turistica e di segnaletica teso a valorizzare le risorse presenti nell'area;
  • - realizzazione di punti informativi e di promozione culturale da localizzare nei pressi dei luoghi di possibile accesso dai comuni contermini alla rete dello "slow travel" (P. Casanova, Il Mulino, Spoiano, P. della Casa, Poggio del Sarto, Molino di Felice, Poggio di Cacciano, Ponticino, Palazzone) e dalle strade provinciali Via Vecchia Senese e di Pescaiola (Ciggiano, Poggiolo, Albergo, Le Casce, Badia al Pino, P. Sterpaia, Viciomaggio);
  • - valorizzazione dei centri storici di Tuori, Albergo, Oliveto, Ciggiano e dei nuclei rurali di Tribbio, Colombaia, Gebbia e Cornia: attraverso il rafforzamento della vocazione residenziale e turistica, la riqualificazione degli spazi pubblici, la creazione e il potenziamento di luoghi di aggregazione, pubblici esercizi, piccole attività commerciali;
  • - riqualificazione del parco olivetato di villa Mazzi a Oliveto, con realizzazione nella parte alta di attrezzature e servizi complementari alle attività ricettive (wellness, spa, parcheggio, ecc.) e recupero del suo percorso principale (possibile collegamento con il "Centro di documentazione sui campi di concentramento");
  • - recupero di strutture per ospitalità e gestione di servizi ricettivi con le caratteristiche dell'"albergo diffuso" all'interno del nucleo di Cornia;
  • - recupero e riqualificazione dei complessi religiosi di San Martino in Poggio, Podere Casacce, Madonna di Mercatale, Malfiano, Vallebuona, Chiesino, San Rocco e San Giovanni d'Oliveto, Madonna della Costarella, Albergo, Spoiano, Matroia e Viciomaggio: valorizzazione delle aree di pertinenza delle chiese e dei cimiteri, realizzazione di aree attrezzate per la sosta con sistemazione delle aree verdi e pavimentate delle piazze e dei percorsi; eventuale ricostruzione dell'oratorio di S. Francesco a Malfiano, nella sua posizione originaria, per attività culturali, ricreative e sociali;
  • - realizzazione di un "polo di eccellenza territoriale" nell'antico borgo fattoria e nella villa di Montarfoni: il borgo è strutturato come un piccolo paese (la piazzetta, la chiesina, la cantina, il frantoio/mulino), con un antico tratto di strada romana e in fondo, in posizione dominante sulla vallata, la villa seicentesca con la limonaia e il parco terrazzato; restauro e recupero dei manufatti di pregio per attività turistico-ricettive e ricreative (residenza esclusiva, sede di enti e istiruzioni, country club, centro benessere, rappresentanza, pubblici esercizi, centro di promozione dei prodotti locali dell'azienda agricola e della cultura dell'olio e del vino);
  • - realizzazione del parco archeologico del Castellare di Oliveto: apertura di un "campo scuola di scavo" sull'area di interesse archeologico; sistemazione delle aree limitrofe per la sosta attrezzata; realizzazione, attraverso il recupero di alcuni edifici presenti, del "Centro Servizi del Parco" (punto di informazione e documentazione);
  • - sistemazione delle aree di pregio paesaggistico- ambientale (terrazzate e boscate), miglioramento della fruizione attraverso l'organizzazione di percorsi e attrezzature (aree di sosta, view-point); recupero e riqualificazione dei complessi religiosi di San Rocco e di San Giovanni d'Oliveto: valorizzazione delle aree della chiesa, dell'oratorio, della fonte e del cimitero;
  • - realizzazione del parco archeologico di Poggio Castellare e Gaenne: apertura di un "campo scuola di scavo" sulle aree di interesse archeologico del castellare e del castello; valorizzazione dell'area della fonte, del castellare e del sito di Gaenne: sistemazione delle aree limitrofe per la sosta attrezzata; realizzazione, attraverso il recupero della casa colonica, del "Centro Servizi del Parco" (punto di informazione e documentazione); sistemazione delle aree boscate e miglioramento della fruizione attraverso il ripristino dei tracciati esistenti, l'organizzazione di percorsi e attrezzature (aree di sosta, view-point);
  • - interventi mirati ad integrare l'attività agricola con quella turistica e ricettiva attraverso la realizzazione di "poli di eccellenza territoriali" per il turismo verde, con la possibilità di introdurre pubblici esercizi, centri benessere, attività ricreative e di promozione dei prodotti locali delle aziende agricole di Podere Santercolano, Podere Camperchi, Capicontro, Molin de Felice, Poggiali di Sopra e di Sotto, Villa di Maiano Villa Caggiolo, La Palazzina, Malfiano, La Guardiola, Mariette di Sotto;
  • - valorizzazione e potenziamento del sistema turistico- ricettivo di alcuni siti di eccellenza territoriale (Solaia, Poggiolo, La Doccia, La Palazzina, Villa Ninci, Molino di Cipriano, Scandolicci Coggiarino, San Martino in Poggio, Barbazzano, Poggio del Drago);
  • - recupero del complesso di Villa Pecchioli a Spoiano, del parco storico e delle sue pertinenze;
  • - ampliamento dell'offerta di attrezzature per attività socio- ricreative e sportive a "scala territoriale": potenziamento e trasformazione di Podere Camperchi (attualmente dotato di stalle e maneggio) in "Centro di Equitazione", integrando le strutture esistenti con altre attività compatibili (scuola di equitazione, ippoterapia, maneggio coperto, pensione cavalli, trekking a cavallo) e realizzando le altre strutture necessarie (paddock, piste, piccoli circuiti ed ippodromi, club-house con relativi servizi);
  • - apertura dell'itinerario di visita "I Luoghi dell'Acqua": valorizzazione e recupero del sistema dei mulini di Civitella in Val di Chiana posti lungo il Borro del Ganascione, il Fosso Spedaluccio, il Borro del Palazzone, il Torrente Trove, il Torrente Esse e il Torrente Leprone; realizzazione nel mulino di Ciggiano di uno spazio attrezzato che mostri e proponga un'esperienza legata al ciclo dell'acqua (captazione, sbarramenti, derivazioni, vasche di accumulo, opifici, macchine, rifiuto e usi differenziati); questo spazio potrà diventare il punto di partenza di un circuito di visita ad altri manufatti legati al sistema dell'acqua presenti nel territorio (fonti, pozzi, cisterne, lavatoi, opifici, scale d'acqua, briglie, arginature, canalizzazioni, fontane, peschiere, acquedotti);
  • - apertura dell'itinerario di visita "Il percorso della Memoria": realizzazione di un percorso che muovendo dall'omonima Sala nel centro storico di Civitella permetta dopo aver seguito i movimenti delle unità militari tedesche di raggiungere i luoghi interessati dal rastrellamento e dall'eccidio nazifascista del 29 giugno 1944; recupero e valorizzazione di questi luoghi anche attraverso eventuali "ricostruzioni", allestimenti e sistemi informativi che permettano di raccontare la storia, la sequenza e la tragicità degli avvenimenti;
  • - apertura dell'itinerario di visita "Il sistema dei Castellari": valorizzazione e recupero dei siti fortificati di Civitella in Val di Chiana (Poggio Castellare-Viciomaggio, La Guardiola-Torre di Bucinino, Civitella, S. Angelo alla Cornia, Oliveto, Poggi Lunghi), luoghi dai quali venivano controllati ampi settori di territorio, valichi e percorsi; apertura di un "campo scuola di scavo" sulle aree di interesse archeologico del Castellare della Guardiola e sistemazione delle aree limitrofe per la sosta attrezzata; eventuale ricostruzione di una torre panoramica, sul culmine del poggio della Guardiola, dove si ergeva la Torre di Bucinino (con vista sulla Valdichiana, la Valdambra, la piana di Arezzo e buona parte del percorso di crinale che dal Chianti, attraverso San Pancrazio, Cornia, Civitella, la stessa Guardiola, prosegue da un lato verso Arezzo e dall'altro per San Martino in Poggio e Montarfone, scendendo al guado sull'Arno delle Pievi, per continuare il percorso della dorsale del Pratomagno);
  • - sistemazione delle aree di pregio paesistico-ambientale di Poggio Ciullo, Poggio di Cacciano e Monte Mucci che caratterizzano i valichi e lo spartiacque fra i bacini idrografici dell'Arno, dell'Ambra e della Chiana, con l'obiettivo di per organizzare una migliore fruizione e dotazione di piccole attrezzature; sistemazione delle aree boscate e miglioramento della fruizione attraverso il ripristino dei tracciati esistenti, l'organizzazione di percorsi e attrezzature (aree di sosta, view-point); bonifica e recupero dell'area della cava dismessa di Caggiarino, da destinare a servizi e attività terziarie per il tempo libero a "scala territoriale" (ristoro, gioco e sport, area per le feste, accoglienza in bungalow, campeggio) e a servizio della Protezione Civile (invaso artificiale, punto antincendio, deposito attrezzature);
  • - realizzazione del Parco Faunistico Naturalistico e istituzione dell'ANPIL di Cornia (Aree Naturali Protette di Interesse Locale) per le aree di alto valore naturalistico- paesaggistico che ricadono all'interno del perimetro individuato dal piano; realizzazione, del "Centro Servizi" del Parco (recupero di alcuni edifici non utilizzati del nucleo di Cornia), dotato di punto di informazione e documentazione, foresteria, spazi per la didattica ambientale; sistemazione e salvaguardia dei mosaici di praterie secondarie, boscaglie e prati-brughiere; ripristino della sentieristica per migliorare e selezionare la fruizione; creazione di piccole aree di sosta e di avvistamento della fauna (bird-watching); apertura di un "campo scuola di scavo" sull'area di interesse archeologico del Castellare di San Angelo alla Cornia;
  • - recupero funzionale e riqualificazione di un'area (L3) nei pressi del mattatoio Lorenzini lungo la strada comunale dei Lecci: realizzazione di un "museo delle macchine agricole" da collocare all'interno di un contenitore espositivo parzialmente interrato, da costruire seguendo la morfologia del terreno e utilizzando il dislivello dei terrazzamenti esistenti. Il complesso potrà estendersi lungo il percorso che collega la strada comunale al parcheggio del campo sportivo di Ciggiano, realizzando alcune piccole "stanze" (cubi vetrati di ridotte dimensioni) che contengano un solo elemento della collezione, da osservare durante la passeggiata.

Art. 96 Schema Direttore 7: Tra collina e pianura: la ciclabile dei borghi pedecollinari

1. L'obiettivo prioritario è la realizzazione di un percorso pedecollinare pensato per un turismo legato in prevalenza all'uso della bicicletta, che utilizzando la viabilità storica esistente, che mette in relazione i principali borghi pedecollinari affacciati sulla pianura di Civitella, colleghi Viciomaggio-Battifolle a Ciggiano-Verniana-Monte San Savino. Con l'intento di promuovere un turismo lento e alternativo, che permetta la visita di questi luoghi (di notevole pregio ambientale e paesaggistico), favorendo lo sviluppo economico e la valorizzazione dei piccoli nuclei connessi al tracciato, attraverso l'introduzione o il potenziamento di strutture di accoglienza turistica, attrezzature per la sosta e il tempo libero.

2. Lo Schema Direttore, interviene e si sviluppa lungo il sistema delle percorrenze storiche che caratterizzano la struttura pedecollinare di Civitella nella parte centrale del suo territorio (da nord-est a sud-ovest, dal confine con Arezzo a quello con Monte San Savino), toccando le frazioni e i nuclei di Viciomaggio, Tribbio, Malpertuso, Tuori, Dorna, Oliveto, Ciggiano.

Lo Schema Direttore interessa un ambito territoriale ricco di risorse culturali, strutture e manufatti storicamente legati all'uso agricolo dei versanti, caratterizzati dai tipici terrazzamenti che ne configurano e definiscono il paesaggio.

3. Lo Schema Direttore organizza e mette in relazione i seguenti interventi:

  • - realizzazione di un sistema di promozione turistica e di segnaletica teso a valorizzare le risorse presenti nell'area;
  • - sistemazione dei tracciati viari esistenti e delle aree di pertinenza, con restauro o ripristino di eventuali basolati, muri di contenimento e delimitazione in pietra, affioramenti rocciosi, alberature e siepi; adeguamento delle parti non carrabili e completamento dei tratti mancanti, per restituire un carattere unitario ai percorsi e assicurare la percorribilità pubblica;
  • - sistemazione degli impianti vegetazionali esistenti (aree boscate, filari, emergenze arboree, ecc.) e realizzazione di aree attrezzate per la sosta, da collocare in prossimità dei maggiori punti d'interesse panoramici, architettonici e paesaggistici (maestà, cappelle isolate, tabernacoli, ex mulini, fonti e cisterne, sorgenti, ponti storici, siti di interesse archeologico);
  • - realizzazione di punti informativi e di promozione culturale da localizzare nei pressi dei luoghi di accesso al percorso ciclabile: Battifolle, Mugliano, P. Casanova, La Casina Bassa;
  • - valorizzazione dei nuclei rurali di Casacce, Malpertuso e Mugliano: attraverso il rafforzamento della vocazione residenziale e turistica, la riqualificazione degli spazi pubblici, la creazione e il potenziamento di luoghi di aggregazione, pubblici esercizi, piccole attività commerciali;
  • - recupero e riqualificazione del complesso religioso di San Martino a Viciomaggio: valorizzazione delle aree della chiesa, dei piazzali circostanti e del cimitero; realizzazione di un'area attrezzata per la sosta, sistemazione delle aree verdi e pavimentate (per migliorare la percezione e la fruizione delle piazza e del percorso);
  • - sistemazione di via della Vaglie (dietro l'area industriale di Viciomaggio) e realizzazione dell'area di sosta attrezzata Macca (con riqualificazione del boschetto naturale esistente);
  • - recupero del complesso storico della villa fattoria di Dorna, del parco-giardino e delle sue pertinenze (edifici colonici, torri, resti dell'antico castello, e cerchia muraria), con destinazione a centro turistico-ricettivo, polo di rappresentanza per attività promozionali e congressuali e/o sede di enti e istituzioni;
  • - valorizzazione e potenziamento del sistema turistico-ricettivo in siti di pianura idonei anche alla realizzazione di attrezzature per attività socio-ricreative e sportive a "scala territoriale" (Podere il Riccio, Podere La Speranza, La Casina Bassa);
  • - ampliamento dell'offerta di attrezzature per attività socio- ricreative e sportive a "scala territoriale": realizzazione delle nuove strutture per pesca sportiva di Podere Le Chiuse e Fontanelle con relative attrezzature;
  • - interventi mirati ad integrare l'attività agricola con quella turistica e ricettiva attraverso la realizzazione di un "polo di eccellenza territoriale" per il turismo verde, con la possibilità di introdurre pubblici esercizi, centri benessere, attività ricreative e di promozione dei prodotti locali dell'azienda agricola di Podere Gamba;
  • - realizzazione, lungo via dei Laghi, di un campetto sportivo polifunzionale (di fronte allo stabilimento Chimet) e di un'area per attività ricreative e di ristoro (mensa, bar, circolo e spogliatoi).

Art. 97 Schema Direttore 8: La Via Vecchia Senese, una strada parco

1. L'obiettivo prioritario è la riconversione del tracciato della Via Vecchia Senese (nel tratto compreso tra Pieve al Toppo e Ciggiano) in una "strada parco": una strada attrezzata da sottoporre a sistemazioni e ri-disegno che ne trasformino gradualmente l'immagine, evidenziando allo stesso tempo la sua nuova identità paesistico-ambientale (un nuovo segno nel paesaggio), la diversa "dimensione percettiva" che la caratterizza, il diverso ruolo di connessione e distribuzione che assume nel sistema della mobilità.

La "strada parco" distribuisce "dall'interno" il sistema degli accessi ai maggiori centri abitati (Ciggiano, Albergo, Badia al Pino, Tegoleto, Pieve al Toppo) e alla rete delle percorrenze storiche dei paesaggi Civitellini (itinerari turistico-culturali); distribuisce e connette inoltre il sistema del verde urbano e alcune attrezzature d'interesse territoriale (esistenti o previste: servizi sociali, la scuola, lo sport e il tempo libero).

2. Lo Schema Direttore, interviene e si sviluppa lungo il rettilineo della Strada Provinciale 22 (nel tratto compreso tra Pieve al Toppo e Ciggiano), l'antica Via Senese dell'Olmo che dalla Val di Chiana si collegava con Arezzo attraversando i famosi "Ponti di Arezzo". Comprende alcuni assi urbani di Pieve al Toppo, Badia al Pino e Tegoleto, le aree più significative dei capisaldi del verde urbano, alcune aree agricole (boscate) e alcune attrezzature presenti lungo o nei pressi del suo tracciato.

3. Lo Schema Direttore organizza e mette in relazione i seguenti interventi:

  • - riqualificazione paessaggistica di Via Vecchia Senese con aree verdi e di sosta, filari alberati, aree boscate e sistemazioni naturalistiche; ri-modellazione della sezione stradale, con la dotazione di una pista ciclabile in sede propria, nel tratto tra Pieve al Toppo e Tegoleto;
  • - trasformazione di alcuni assi urbani (esistenti e di progetto) di Pieve al Toppo, Badia al Pino e Tegoleto in Strade Attrezzate con sistemazioni laterali a verde, filari alberati, percorsi e parcheggi alberati, piste ciclabili, piazze alberate;
  • - sistemazione dei tracciati viari esistenti secondari (di collegamento con le attrezzature) e delle aree di pertinenza, con restauro o ripristino di eventuali basolati, muri di contenimento e delimitazione in pietra, affioramenti rocciosi, alberature e siepi; adeguamento delle parti non carrabili e completamento dei tratti mancanti, per restituire un carattere unitario ai percorsi e assicurare la percorribilità pubblica;
  • - realizzazione di un sistema di promozione turistica e di segnaletica teso a valorizzare le risorse presenti nell'area;
  • - sistemazione degli impianti vegetazionali esistenti (aree boscate, filari, emergenze arboree, ecc.) e realizzazione di aree attrezzate per la sosta, da collocare in prossimità dei maggiori punti d'interesse panoramici, architettonici e paesaggistici (oratori e cappelle isolate, tabernacoli, ex mulini, fonti e cisterne, sorgenti, siti di interesse archeologico);
  • - ampliamento dell'offerta di attrezzature per attività socio- ricreative e sportive a "scala territoriale": potenziamento e trasformazione degli attuali siti per l'allevamento dei cavalli (Matroia, Mucchio, Fogliarina, Quarata, Gricena, Zingare) in "Centro di Equitazione", integrando le strutture esistenti con altre attività compatibili (scuola di equitazione, ippoterapia, maneggio coperto, pensione cavalli, trekking a cavallo) e realizzando le altre strutture necessarie (paddock, piste, piccoli circuiti ed ippodromi, club-house con relativi servizi);
  • - realizzazione e sistemazione di parchi, giardini, aree sportive e spazi per il tempo libero delle aree comprese nei capisaldi del verde urbano di Pieve al Toppo, Badia al Pino, Tegoleto (dove è prevista la realizzazione di una nuova piscina nei pressi del campus scolastico), Albergo e Ciggiano;
  • - sistemazione e valorizzazione delle valli verdi di Ciggiano: realizzazione di aree verdi (per libera fruizione) ubicate nel fondovalle, sul margine destro dell'abitato, in stretta relazione con i percorsi e le zone residenziali; realizzazione di nuovi percorsi e sistemazione di quelli storici per collegare le aree verdi tra loro e con il centro abitato;
  • - realizzazione di attrezzature per attività e servizi culturali, sociali, ricreativi, sportivi e per il tempo libero a "scala territoriale" nell'area a sud di Podere il Riccio (prevalentemente boscata) e nell'area dell'ex fornace Ninci a Ciggiano;
  • - valorizzazione e potenziamento del sistema turistico- ricettivo in siti di pianura idonei anche alla realizzazione di attrezzature per attività socio-ricreative e sportive a "scala territoriale": realizzazione di un "polo turistico- ricettivo" in località L3_Gricena, con servizi centralizzati, pubblici esercizi, attrezzature sportive (è esclusa la "Residenza"); bonifica e riqualificazione delle aree appartenenti all'ex allevamento di suini (compresa la zona dove sono collocate le vasche di raccolta), recupero di parte della volumetria esistente per costruire un complesso dotato di elevata sostenibilità ambientale ed energetica (utilizzo di materiali e tecniche di bioarchitettura e bioingegneria, di tecnologie basate sull'uso di fonti rinnovabili, attive e passive, finalizzate a garantire un approvvigionamento energetico con un'autosufficienza non inferiore al 70% ed edifici di Classe Energetica A); riqualificazione e potenziamento delle aree boscate e delle aree verdi; realizzazione della nuova stazione/fermata ferroviaria di Gricena, sulla linea della RFT, a servizio delle frazioni di Ciggiano, Albergo e dello stesso insediamento turistico (in sostituzione di quelle esistenti).