Norme Tecniche del Piano Strutturale

Titolo XII Salvaguardia delle risorse ambientali

Art. 98 Tutela della qualità dell'aria

1. Ai fini della tutela e del miglioramento della qualità dell'aria rispetto alla immissione e alla presenza in essi di elementi inquinanti, il Piano Strutturale assicura un idoneo coordinamento tra i diversi piani di settore comunali (piani urbani del traffico, piani di localizzazione delle funzioni, programmi delle opere pubbliche, provvedimenti per il miglioramento della qualità ambientale, altri piani, programmi, atti amministrativi potenzialmente pertinenti), anche ai fini di un coerente processo di riequilibrio della dotazione infrastrutturale, degli standard di legge e dei servizi.

2. La localizzazione di eventuali nuove attività produttive che comportino emissioni inquinanti o acustiche dovrà essere individuata al di fuori del sistema residenziale, ad adeguata distanza dallo stesso e valutando i fenomeni di trasporto degli inquinanti in atmosfera.

3. Il Piano Strutturale, negli interventi di riorganizzazione e razionalizzazione del traffico e nelle scelte localizzative delle funzioni, considera adeguatamente la qualità ambientale in relazione alle possibili fonti di inquinamento atmosferico e acustico.

4. Il Piano Strutturale dimensiona, integra e distribuisce in modo organico il complesso delle funzioni, privilegiando modalità che non inducono mobilità inutile, provvedendo al riordino della circolazione veicolare e del trasporto pubblico locale.

Art. 99 Suolo

1. Tutti i tipi di impianti che presuppongono impermeabilizzazione del suolo dovranno essere realizzati con modalità atte a:

  • - consentire una corretta regimazione delle acque superficiali limitando l'impermeabilizzazione del suolo; in particolare i materiali impiegati per le pavimentazioni, nelle aree non soggette alla salvaguardia delle acque sotterranee, dovranno favorire l'infiltrazione nel terreno e comunque la ritenzione temporanea delle acque meteoriche;
  • - non alterare la funzionalità idraulica del contesto in cui si inseriscono, garantendo il mantenimento dell'efficienza della rete di convogliamento e di recapito delle acque di scorrimento superficiale;
  • - non interrompere e/o impedire il deflusso superficiale dei fossi e dei canali nelle aree agricole, sia con opere definitive sia provvisorie, senza prevedere un nuovo e/o diverso recapito per le acque di scorrimento intercettate.

2. Nelle aree soggette a ristagno delle acque si potrà costruire in rilevato a condizione di non aumentare il carico idraulico nelle aree limitrofe adottando opportuni sistemi di compensazione, secondo quanto verrà stabilito dal Piano Operativo in sede di definizione delle condizioni di fattibilità.

Art. 100 Acque superficiali

1. Nella fascia di rispetto dei corsi d'acqua di cui all'art.19 delle presenti norme, ferme restando le disposizioni normative vigenti, si applicano le seguenti prescrizioni:

  • - è vietato qualsiasi tipo di edificazione; saranno consentiti solamente interventi di sistemazione a verde, con l'esclusione di volumi di servizio, e realizzazione di percorsi pedonali, ciclabili e di servizio;
  • - è vietato ogni tipo di impianto tecnologico, salvo le opere attinenti la corretta regimazione dei corsi d'acqua, la regolazione del deflusso di magra e di piena, le derivazioni e le captazioni per approvvigionamento idrico, il trattamento delle acque reflue nonché le opere necessarie all'attraversamento viario;
  • - sono vietati i movimenti di terra che alterino in modo sostanziale e/o stabilmente il profilo del terreno, con la sola eccezione di quelli connessi ai progetti di recupero ambientale;
  • - sono vietate le pratiche agricole;
  • - è vietata, all'interno del corpo idrico, qualunque trasformazione, manomissione, immissione di reflui non depurati. Sono ammessi solo gli interventi volti al disinquinamento, al miglioramento della vegetazione riparia, al miglioramento del regime idraulico (limitatamente alla pulizia del letto fluviale), alla manutenzione delle infrastrutture idrauliche e alla realizzazione dei percorsi di attraversamento;
  • - è consentito eseguire lavori di ripulitura e manutenzione fluviale solo nei casi di documentata e grave ostruzione al regolare deflusso delle acque di alveo e, in ogni caso, senza alterare l'ambiente fluviale qualora vi siano insediate specie faunistiche e/o botaniche protette o di evidente valore paesaggistico;
  • - sono incentivate le piantumazioni finalizzate al ripristino ed ampliamento delle fasce boscate riparali.

Art. 101 Acque sotterranee

1. In relazione alla classificazione della vulnerabilità degli acquiferi, all'interno delle aree classificate a vulnerabilità molto alta, il Piano Operativo dovrà valutare la vulnerabilità intrinseca degli acquiferi.

2. All'interno delle zone di rispetto delle sorgenti e dei pozzi per l'approvvigionamento idrico dell'acquedotto ed all'interno delle aree di ricarica delle sorgenti sono vietate le seguenti attività:

  • - dispersione di fanghi ed acque reflue, anche se depurati;
  • - accumulo e spargimento di concimi chimici, fertilizzanti o pesticidi;
  • - dispersione nel sottosuolo di acque meteoriche provenienti da piazzali e strade;
  • - aree cimiteriali;
  • - apertura di cave che possono essere in connessione con la falda;
  • - apertura di pozzi ad eccezione di quelli che estraggono acque destinate al consumo umano e di quelli finalizzati alla variazione della estrazione ed alla protezione delle caratteristiche quali-quantitative della risorsa idrica;
  • - gestione di rifiuti;
  • - stoccaggio di prodotti ovvero sostanze chimiche pericolose e sostanze radioattive;
  • - centri di raccolta, demolizione e rottamazione di autoveicoli;
  • - pozzi perdenti;
  • - pascolo e stabulazione di bestiame che ecceda i 170 chilogrammi per ettaro di azoto presente negli effluenti, al netto delle perdite di stoccaggio e distribuzione.

3. Le trasformazioni che prevedono l'allacciamento di nuovi insediamenti alla rete fognaria dovranno privilegiare il completamento della rete stessa estendendola alle aree insufficientemente servite.

4. I nuovi insediamenti previsti dal Piano Strutturale dovranno prevedere un sistema di raccolta e di smaltimento delle acque chiare separato da quello delle acque nere.

Titolo XIII Pericolosità del territorio

Art. 102 Disposizioni generali

1. La disciplina per la prevenzione del rischio geomorfologico, idraulico e sismico, riportata nei seguenti articoli, fa riferimento alle normative nazionali, regionali e provinciali sovraordinate, in particolare: al D.Lgs.152/06 Testo Unico Ambientale, a quelle emanate dall'Autorità di Bacino del fiume Arno e cioè al Piano Assetto Idrogeologico (entrato in vigore con DPCM 06/05/2005) ed al Piano stralcio "Riduzione del Rischio Idraulico" (approvato definitivamente con DPCM 4/7/08), e a quelle emanate da parte della Regione Toscana, e segnatamente alla Direttiva 53/R "Regolamento di attuazione dell'art.62 della L.R.1/05 (Norme di Governo del Territorio)" in materia di indagini geologiche, e alla LR 21/5/2012 "Disposizioni urgenti in materia di difesa dal rischio idraulico e tutela dei corsi d'acqua".

Il bacino idrografico di rilievo nazionale del fiume Arno a sua volta è formato da vari sottobacini, alcuni dei quali interessano il territorio di Civitella:

  • - il Sottobacino della "Val di Chiana" individuato nel territorio di alimentazione riferito alla sezione della Chiana all'altezza della confluenza con l'Arno;
  • - il Sottobacino del "Valdarno Superiore" individuato nel territorio di alimentazione riferito al tratto del fiume compreso tra la sezione di interesse posta all'altezza della confluenza del fiume Sieve e quella posta all'altezza della confluenza della Chiana.

Con deliberazione del Consiglio Regionale n. 315 del 15 ottobre 1996, in attuazione dell' art. 5 della L.R. n. 34/94 sono stati delimitati, con criteri di omogeneità sotto il profilo idrografico e dunque in aderenza alla delimitazione dei bacini e sottobacini idrografici, i comprensori di bonifica, tra i quali il n.23 - Valdarno e il n.31 - Val di Chiana Aretina, all'interno del quale opera il Consorzio di Bonifica Val di Chiana Aretina (che si occupa, tra l'altro, della manutenzione dei corsi d'acqua); essi sono stati accorpati con la L.R. n. 79 del 27/12/2012 ed elencati all'Art 7; quello di competenza per il Comune di Civitella, è il n.2 - Alto Valdarno, che comprende tutto il territorio della provincia di Arezzo e porzioni delle province limitrofe di Firenze e Siena.

Con la stessa legge è stato creato un nuovo repertorio dei corsi d'acqua (cartografia consultabile on line), da gestire da parte dei Consorzi e da tutelare per quanto riguarda la fascia dei 10 metri dai cigli di sponda.

Agli stessi sottobacini fa riferimento l'Art. 30 "Direttive specifiche per i ciascun bacino idrografico" del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, in base al quale i contenuti dei Piani Strutturali comunali dovranno risultare compatibili anche con specifiche direttive distinte per sottobacini idrografici, ed in particolare per il Sottobacino "Val di Chiana" si prevede che, sulla base del quadro conoscitivo e soprattutto delle informazioni deducibili dalla "Carta della pericolosità geomorfologica e idraulica" i Comuni debbano, tra l'altro:

  • a) tenere presente l'artificiosità e complessità del sistema idraulico, che assicura lo smaltimento delle acque soprattutto nei fondovalle, costituito:
    • a1. dal sistema delle "acque alte" formato da una rete di canali di diverse dimensioni e sezioni, per lo più del tutto pensili rispetto al piano di campagna, che prelevano l'acqua proveniente dai rilievi collinari e montani e le conferiscono nei recettori principali e quindi nel Canale Maestro;
    • a2. dal sistema delle "acque basse" formato dal reticolo idraulico minore che raccoglie le acque delle superfici più depresse, contermini ai canali medesimi, conferendole nel sistema scolante principale non appena trovata la cadente necessaria;
  • b) tenere conto che i territori pianeggianti, derivanti dal prosciugamento di zone palustri mediante soprattutto "bonifica per colmata", hanno scarsissima pendenza e di frequente con andamento naturale in direzione opposta rispetto a quella del Canale Maestro, per cui sono soggetti a prolungati ristagni d'acqua. Qualsiasi intervento, in particolare le infrastrutture viarie e ferroviarie, che modifichi lo stato dei luoghi, deve essere assoggettato ad accurate verifiche idrauliche che dimostrino che, quantomeno, resta immutato il regime idraulico preesistente;
  • c) considerare che nei canali pensili si possono verificare, in occasione di piene, esondazioni per sormonto o rotte arginali; è indispensabile, in particolare per i centri abitati e per le infrastrutture poste in loro prossimità, che siano predisposti, sulla scorta di accurate simulazioni idrauliche, gli apprestamenti e gli accorgimenti occorrenti per contenere sia i rischi per l'incolumità pubblica che i danni a beni materiali.

2. Lo studio geologico e lo studio idrologico-idraulico di supporto al Piano Strutturale definiscono le aree omogenee del territorio caratterizzate da un diverso grado di pericolosità geomorfologica, idraulica e sismica che concorre a definire le condizioni per la trasformabilità del territorio coerentemente con i principi dello sviluppo sostenibile.

3. Tutti gli interventi di trasformazione e di variazione d'uso del suolo potranno essere previsti ed attuati tenendo conto delle limitazioni imposte dalle condizioni di pericolosità geologica, idraulica e sismica riportate rispettivamente nelle Tavv.C5.1 "Pericolosità geologica", C5.2 "Pericolosità idraulica", C5.3 "Pericolosità sismica".

4. La definizione della pericolosità del territorio si completa con le perimetrazioni del Piano Assetto Idrogeologico dell'Autorità di Bacino del fiume Arno (Tav.B9.9 e art.106 delle presenti norme) che, essendo sovraordinato (DPCM 06/05/2005), detta vincoli e prescrizioni che si aggiungono a quelli riportati nei successivi artt. 103 e 104.

5. La nuova definizione di pericolosità geomorfologica, idraulica e sismica, cos&igrave come sopra individuata, costituisce il nuovo riferimento, ai sensi del DPGR 51/R, sia per la valutazione della fattibilità geologica, idraulica e sismica per gli interventi che saranno definiti con il Piano Operativo, per la realizzazione dei Piani Attuativi e dei Piani complessi di intervento, sia per gli interventi già previsti dal RU vigente.

Art. 103 Pericolosità geomorfologica

1. Pericolosità bassa (classe G.1): aree pianeggianti e sub-pianeggianti in cui i processi geomorfologici le caratteristiche litologiche e/o giaciturali non costituiscono fattori predisponenti al verificarsi di movimenti di massa. In via indicativa si possono considerare come sub-pianeggianti in relazione alle caratteristiche litologico-tecniche quanto segue:

  • - terreni argillosi, argillitici alterati, limosi, detritici a prevalente matrice argillosa, e terreni a struttura caotica indicativamente con pendenze inferiori al 5%;
  • - terreni sabbiosi, sabbioso-ghiaiosi, terreni detritici a prevalente matrice sabbioso indicativamente con pendenze inferiori al 10%.

Occorre sottolineare che la carta della pericolosità geomorfologica rappresenta un strumento di fondamentale importanza per il futuro del territorio, in quanto in grado di condizionarne l'utilizzo e indirizzare le previsioni insediative ed infrastrutturali.

2. Pericolosità media (classe G.2): sono normalmente da inserire in classe G2 le aree che presentano le seguenti caratteristiche geologiche/geomorfologiche:

  • - aree con erosione superficiale;
  • - terreni argillosi, argillitici alterati, limosi, detritici a prevalente matrice argillosa, e terreni a struttura caotica indicativamente con pendenze inferiori al 15%;
  • - terreni sabbiosi, sabbioso - ghiaiosi, terreni detritici a prevalente matrice sabbioso indicativamente con pendenze inferiori al 25%.

Nella classe G2 sono comprese le aree apparentemente stabili sulle quali permangono dubbi che potranno tuttavia essere chiariti a livello di indagine geognostica di supporto alla progettazione edilizia. Tali zone sono in genere quelle collinari meno acclivi, dove non si osservano evidenze di instabilità. Si collocano inoltre in questa classe le aree con roccia affiorante o a litologia compatta, a scarsa pendenza in relazione al contesto litostratigrafico, o con irrilevante copertura detritica e alteritica.

3. Pericolosità elevata (classe G.3): aree in cui sono presenti fenomeni quiescenti; aree con indizi di instabilità connessi alla giacitura, all'acclività, alla litologia, alla presenza di acque superficiali e sotterranee, nonché a processi di degrado di carattere antropico; aree interessate da intensi fenomeni erosivi e da subsidenza. Sono normalmente da inserire in classe G3 le aree che presentano le seguenti caratteristiche geologiche/geomorfologiche:

  • - frane quiescenti comprensive del corpo di frana e della corona di distacco e delle relative aree di possibile potenziale evoluzione del dissesto;
  • - terreni argillosi, argillitici alterati, limosi, detritici a prevalente matrice argillosa e terreni a struttura caotica indicativamente con pendenze superiori al 15%;
  • - terreni sabbiosi, sabbioso - ghiaiosi, terreni detritici a prevalente matrice sabbiosa indicativamente con pendenze superiori al 25%;
  • - aree interessate da rilevanti manomissioni antropiche, quali rilevati con evidenti manifestazioni di dissesto e/o non uniforme compattazione, riempimenti, scavi e cave, discariche e rilevati arginali.

In sintesi, si collocano in tale classe tutte quelle aree per cui esistono indizi di passati o potenziali dissesti ed in cui si rende necessario un approfondimento degli studi. In funzione della tipologia dell'intervento, esso dovrà essere supportato in fase di progettazione esecutiva da indagini che dovranno essere condotte a livello di "area nel suo complesso". Sono inoltre da prevedersi interventi di presidio e miglioramento dei terreni (a livello di esecuzione degli sbancamenti di progetto) o della rete idraulica e di drenaggio sia superficiale che profondo e/o l'adozione di tecniche fondazionali e di opere speciali di consolidamento.

4. Pericolosità molto elevata (classe G.4): sono normalmente da inserire in classe G.4 le aree che presentano le seguenti caratteristiche geologiche/geomorfologiche:

  • - frane attive comprensive del corpo di frana, della corona di distacco e delle relative aree di possibile evoluzione del dissesto;
  • - aree instabili per soliflusso generalizzato.

In queste zone dovranno privilegiarsi interventi tesi alla bonifica e al recupero ambientale dei luoghi stessi. In ogni caso qualsiasi progetto di opera che incida su tali terreni dovrà essere preceduto già a livello di strumento pianificatorio da una dettagliata campagna geognostica e di monitoraggio strumentale a livello di area nel suo complesso e se del caso da un progetto degli interventi di consolidamento e di bonifica, miglioramento dei terreni e tecniche fondazionali, accompagnato da un programma di controlli e monitoraggio necessari per verificare l'esito favorevole di tali interventi.

Art. 104 Pericolosità idraulica

1. Nella Tav.C5.2 "Pericolosità idraulica" il territorio comunale è suddiviso in quattro classi di pericolosità in relazione alla possibilità del verificarsi di eventi alluvionali secondo specifiche verifiche idrauliche, effettuate sul reticolo idrografico dei corsi d'acqua affluenti e sulle indicazioni di dettaglio dell'Autorità di Bacino del fiume Arno relativamente allo stesso fiume. Nella Relazione Idraulica allegata (parte 3, pagg. 118-121) sono riportate planimetrie con indicate le altezze d'acqua (battenti idrici) in quote assolute rispetto al livello del mare, raggiunte durante gli eventi di piena duecentennale per le zone coperte dagli studi idraulici di dettaglio. Tali livelli costituiscono il riferimento di base per la dimostrazione del superamento del rischio idraulico e/o per la realizzazione delle opere di messa in sicurezza degli interventi.

2. Pericolosità bassa (I.1): in questa classe rientrano le aree collinari o montane prossime ai corsi d'acqua per le quali ricorrono le seguenti condizioni:

  • a) non vi sono notizie storiche di inondazioni;
  • b) sono in situazioni favorevoli di alto morfologico, di norma a quote altimetriche superiori a metri 2 rispetto al piede esterno dell'argine o, in mancanza, al ciglio di sponda. Prescrizioni: in queste aree la realizzazione e la previsione di nuovi interventi non è soggetta a particolari condizioni di fattibilità.

3. Pericolosità media (classe I.2): questa classe comprende sia le aree interessate da allagamenti per eventi alluvionali i cui tempi di ritorno sono compresi tra i 200 ed i 500 anni, sia le aree di fondovalle per le quali ricorrono le seguenti condizioni:

  • a) non vi sono notizie storiche di inondazioni;
  • b) sono in situazione di alto morfologico rispetto alla piana alluvionale adiacente, di norma a quote altimetriche superiori a metri 2 rispetto al piede esterno dell'argine o, in mancanza, al ciglio di sponda.

Prescrizioni: in queste aree la realizzazione e la previsione di nuovi interventi non dovranno costituire condizioni di aggravio del carico idraulico per le zone classificate in classe 3 di pericolosità.

4. Pericolosità elevata (classe I.3): questa classe comprende sia le aree interessate da allagamenti per eventi alluvionali i cui tempi di ritorno sono compresi tra i 30 ed i 200 anni, sia le aree di fondovalle per le quali ricorre almeno una delle seguenti condizioni:

  • a) vi sono notizie storiche di inondazioni;
  • b) sono morfologicamente in condizione sfavorevole di norma a quote altimetriche inferiori rispetto alla quota posta a metri 2 sopra il piede esterno dell'argine o, in mancanza, sopra il ciglio di sponda.

Prescrizioni: in queste aree la realizzazione e la previsione di nuovi interventi è subordinata alla dimostrazione dell'esistenza di condizioni di sicurezza idraulica rispetto ad eventi alluvionali con tempo di ritorno duecentennali o alla preventiva e/o contestuale realizzazione di interventi di messa in sicurezza rispetto ad eventi alluvionali con tempo di ritorno di 200 anni. Tali interventi non devono aumentare il livello di rischio in altre aree con riferimento anche agli effetti dell'eventuale incremento dei picchi di piena a valle. Relativamente agli interventi di nuova edificazione previsti nel tessuto insediativo esistente, la messa in sicurezza rispetto ad eventi con tempo di ritorno di 200 anni può essere conseguita anche tramite adeguati sistemi di autosicurezza, nel rispetto delle seguenti condizioni:

  • - dimostrazioni dell'assenza o dell'eliminazione di pericolo per le persone e i beni;
  • - dimostrazione che gli interventi non determinano aumento delle pericolosità idraulica in altre aree.

Il Piano Operativo individuerà le modalità di calcolo ed i volumi disponibili per la compensazione dei singoli interventi.

5. Pericolosità molto elevata (classe I.4): in questa classe sono comprese sia le aree interessate da allagamenti per eventi di piena i cui tempi di ritorno sono inferiori ai 30 anni, sia le aree di fondovalle non protette da opere idrauliche per le quali ricorrano contestualmente le seguenti condizioni:

  • a) vi sono notizie storiche di inondazioni;
  • b) sono morfologicamente in situazione sfavorevole di norma a quote altimetriche inferiori rispetto alla quota posta a metri 2 sopra il piede esterno dell'argine o, in mancanza, sopra il ciglio di sponda.

Gli interventi possibili sono disciplinati dall'art. 3.2.2.1 del Regolamento 53/R e dall'art. 2 della L.R. n.21/2012.

In queste aree non sono da prevedersi interventi di nuova edificazione o nuove infrastrutture per i quali non sia dimostrabile il rispetto di condizioni di sicurezza o non sia prevista la preventiva o contestuale realizzazione di interventi di messa in sicurezza per eventi con tempo di ritorno di 200 anni. Tali interventi non devono aumentare il livello di rischio in altre aree con riferimento anche agli effetti dell'eventuale incremento dei picchi di piena a valle. Relativamente agli interventi di nuova edificazione previsti nel tessuto insediativo esistente, la messa in sicurezza rispetto ad eventi con tempo di ritorno di 200 anni può essere conseguita anche tramite adeguati sistemi di autosicurezza, nel rispetto delle seguenti condizioni:

  • - dimostrazioni dell'assenza o dell'eliminazione di pericolo per le persone e i beni;
  • - dimostrazione che gli interventi non determinano aumento delle pericolosità in altre aree.

Il Piano Operativo individuerà le modalità di calcolo ed i volumi disponibili per la compensazione dei singoli interventi.

Art. 105 Pericolosità sismica locale

1. Pericolosità bassa (S.1): aree caratterizzate dalla presenza di formazioni litoidi assimilabili al substrato rigido in affioramento con morfologia pianeggiante o poco inclinata e dove non si ritengono probabili fenomeni di amplificazione o instabilità indotta dalla sollecitazione sismica.

2. Pericolosità media (S.2): zone con fenomeni franosi inattivi che potrebbero subire comunque una riattivazione in caso di sisma; aree in cui è possibile amplificazione dovuta a effetti topografici; zone stabili con possibile amplificazione locale (che non rientrano tra quelli previsti in S3).

3. Pericolosità elevata (S.3): aree in cui sono presenti fenomeni di instabilità di versante quiescenti che potrebbero subire una riattivazione dovuta ad effetti dinamici che possono verificarsi in occasione di eventi sismici; zone potenzialmente franose o esposte a rischio frana per le quali non si escludono fenomeni di instabilità indotta dalla sollecitazione sismica; zone con terreni di fondazione particolarmente scadenti che possono dar luogo a cedimenti diffusi; zone con possibile amplificazione sismica connesse a zone di bordo della valle e/o aree di raccordo con il versante; zone con possibile amplificazione per effetti stratigrafici; zone di contatto tra litotipi con caratteristiche fisico- meccaniche significativamente diverse; presenza di faglie attive e faglie capaci e/o contatti tettonici. Aree suscettibili di amplificazioni locali con alto contrasto di impedenza sismica atteso tra copertura e substrato rigido entro alcune decine di metri.

4. Pericolosità molto elevata (S.4): aree in cui sono presenti fenomeni di instabilità di versante attivi che potrebbero subire una accentuazione dovuta agli effetti dinamici che si possono verificare in occasione di eventi sismici.

Art. 106 Piano Assetto Idrogeologico del bacino del fiume Arno

1. Il PAI - Piano Assetto Idrogeologico del fiume Arno (DPCM 06/05/2005) classifica il territorio di Civitella in Val di Chiana secondo quattro classi di pericolosità idraulica e geomorfologica all'interno delle quali si applicano le disposizioni di cui agli artt. 6 e 7 (rispettivamente per le aree P.I.4 e P.I.3) e degli artt. 11 e 12 (rispettivamente per le aree P.F.4 e P.F.3) delle norme di attuazione del P.A.I.

Tali disposizioni, che si applicano alle perimetrazioni di pericolosità riportate nella Tav.B9.9, essendo sovraordinate, si combinano a quelle già previste nelle presenti norme ai precedenti artt. 103 e 104.

Titolo XIV Attuazione del Piano Strutturale

Art. 107 Disposizioni generali

1. Le disposizioni del Piano Strutturale si attuano attraverso: il Piano Operativo, i Piani Complessi d'Intervento e i Piani Attuativi, nonché gli altri strumenti previsti dalla legislazione vigente.

2. Le dimensioni massime ammissibili degli interventi previsti dal Piano Strutturale sono riportate per ciascuna delle Unità Territoriali Organiche Elementari (UTOE).

3. Trasferimenti di quantità tra differenti UTOE potranno eventualmente essere consentiti in percentuale non superiore al 10% del dimensionamento complessivo.

4. Il dimensionamento degli interventi previsti dal piano e riportati nella tabella seguente, secondo l'articolazione delle principali destinazioni d'uso in riferimento alle UTOE, è espresso in metri quadrati di Superficie lorda (Slp), intesa come la somma delle superfici di tutti i piani misurate comprendendo anche le murature esterne, e in numero di posti letto per le attrezzature turistico- ricettive; l'alloggio medio è stimato equivalente ad una Slp di 110 mq.

5. Le tabelle individuano le dimensioni massime ammissibili per gli insediamenti, suddivise tra recupero e nuova edificazione. Le dimensioni massime degli interventi di "recupero" previsti dal piano per ciascuna UTOE potranno essere incrementate utilizzando parte delle quantità previste per la "nuova edificazione".

RIEPILOGO UTOE
Superificie territorialeha10.042100,00%
Abitanti 2011n.9.111
Abitanti 2026n.9.881
Abitanti incrementon.770
Funzionirecuperonuova ed.Totale
ResidenzialeSlp20.35034.65055.000
Industriale e artigianaleSlp070.00070.000
Commerciale Media struttura di venditaSlp13.2009.80023.000
Direzione e attività private di serviziop.l.77007.30015.000
Turistico - Ricettiva alberghierop.l.15050200
Turistico - Ricettiva extra alberghierop.l.22812240
Agriturismop.l.2250225
Standard urbanisticiesistentiincrementoTotalemq/ab
Parcheggimq69.87411969.9937,1
Servizi istruzione di basemq34.8709.59544.4654,5
Attrezzature d'interesse comunemq53.2093.75456.9635,8
Spazi pubblici attrezzatimq165.3980165.39816,7

Art. 108 Dimensioni massime ammissibili per le nuove previsioni di aree residenziali

1. La tabella seguente individua le dimensioni massime ammissibili per gli insediamenti residenziali, espresse in Slp, suddivise tra recupero e nuova edificazione.

DIMENSIONAMENTO PS: RESIDENZIALE
UTOEPS
recuperonuova ed.TotaleAll. 2026
SlpSlpSlpn.
1Badia al Pino, Pieve al Toppo, Tegoleto8.05017.95026.000236
2Vicinomaggio06.4006.40058
3Civitella della Chiana01.3001.30012
4Ciggiano1.2002.8004.000236
5Frazioni4.1004.6008.70079
6Nuclei rurali01.6001.60015
7Territorio rurale7.00007.00064
TOTALE20.35034.65055.000500
37%63%100%
UTOERESIDUOINCREMENTO
recuperonuova ed.recuperonuova ed.
SlpSlpSlpSlp
1Badia al Pino, Pieve al Toppo, Tegoleto5.55013.5502.5004.400
2Vicinomaggio093505.465
3Civitella della Chiana01.30000
4Ciggiano02.1501.200650
5Frazioni02.7004.1001.900
6Nuclei rurali0001.600
7Territorio rurale007.0000
Totale5.55020.63514.80014.015
TOTALE26.18528.815
48%52%

Art. 109 Dimensioni massime ammissibili per le nuove previsioni di aree per insediamenti produttivi

1. La tabella seguente individua le dimensioni massime ammissibili per gli insediamenti industriali ed artigianali espresse in Slp.

DIMENSIONAMENTO PS: INDUSTRIALE E ARTIGIANALE
UTOE PS
recupero nuova ed. nuova ed. per trasferimenti Totale
  Slp Slp Slp Slp
1 Badia al Pino, Pieve al Toppo, Tegoleto   500 10.000 10.500
2 Viciomaggio   46.500 13.000 59.500
3 Civitella della Chiana        
4 Ciggiano        
5 Frazioni        
6 Nuclei rurali        
7 Territorio rurale        
Totale 0 47.000 23.000 * 70.000
  0% 67% 33% 100%  
1 58.000  
2 22.000  
 
1 Slp della variante, domanda già espressa, con proprietari e società già individuate e con l'onere della Strada Provinciale e delle della cassa di espansione.
2 Slp per ampliamenti di attività già insediate (quasi tutti lotti interclusi) già in aree tergali che come incremento di indice sulla stessa superficie.
* Slp solo per trasferimenti di attività produttive non riconfermate situate in aree non idonee.
 
UTOE RESIDUO INCREMENTO
recupero nuova ed. recupero nuova ed. nuova ed. per trasferimenti
  Slp Slp Slp Slp Slp
1 Badia al Pino, Pieve al Toppo, Tegoleto 0 500 0 0 10.000
2 Viciomaggio 0 0 0 46.500 13.000
3 Civitella della Chiana 0 0 0 0 0
4 Ciggiano 0 0 0 0 0
5 Frazioni 0 0 0 0 0
6 Nuclei rurali 0 0 0 0 0
7 Territorio rurale 0 0 0 0 0
Totale 0 500 0 46.500 23.000
TOTALE 500 69.500
  1% 99%

Art. 110 Dimensioni massime ammissibili per le nuove previsioni di aree per le attività commerciali

1. La tabella seguente individua le dimensioni massime ammissibili per gli insediamenti commerciali (fino alle medie strutture di vendita), espresse in Slp, suddivise tra recupero e nuova edificazione.

DIMENSIONAMENTO PS: COMMERCIALE
UTOE PS
recupero nuova ed. Totale
  Slp Slp Slp
1 Badia al Pino, Pieve al Toppo, Tegoleto 11.000 3.000 14.000
2 Viciomaggio 1.500 6.800 8.300
3 Civitella della Chiana 0 0 0
4 Ciggiano 0 0 0
5 Frazioni 700 0 700
6 Nuclei rurali 0 0 0
7 Territorio rurale 0 0 0
Totale 13.200 9.800 23.000
  57% 43% 100%
 
UTOE RESIDUO INCREMENTO
recupero nuova ed. recupero nuova ed.
  Slp Slp Slp Slp
1 Badia al Pino, Pieve al Toppo, Tegoleto 7.500 2.400 3.500 600
2 Viciomaggio 1.500 4.500 0 2.300
3 Civitella della Chiana 0 0 0 0
4 Ciggiano 0 0 0 0
5 Frazioni 0 0 700 0
6 Nuclei rurali 0 0 0 0
7 Territorio rurale 0 0 0 0
Totale 9.000 6.900 4.200 2.900
TOTALE 15.900 7.100
  69% 31%

Art. 111 Dimensioni massime ammissibili per le nuove previsioni di aree per le attività direzionale e attività private di servizio

1. La tabella seguente individua le dimensioni massime ammissibili per gli insediamenti direzionali, attività private e di servizio, espresse in Slp, suddivise tra recupero e nuova edificazione.

DIMENSIONAMENTO PS: DIREZIONALE E ATT. PRIVATE DI SERVIZIO
UTOE PS
recupero nuova ed. Totale
  Slp Slp Slp
1 Badia al Pino, Pieve al Toppo, Tegoleto 4.400 100 4.500
2 Viciomaggio 300 7.200 7.500
3 Civitella della Chiana 400 0 400
4 Ciggiano 400 0 400
5 Frazioni 400 0 400
6 Nuclei rurali 400 0 400
7 Territorio rurale 1.400 0 1.400
Totale 7.700 7.300 15.000
  51% 49% 100%
 
UTOE RESIDUO INCREMENTO
recupero nuova ed. recupero nuova ed.
  Slp Slp Slp Slp
1 Badia al Pino, Pieve al Toppo, Tegoleto 1.200 0 3.200 100
2 Viciomaggio 0 700 300 6.500
3 Civitella della Chiana 0 0 400 0
4 Ciggiano 0 0 400 0
5 Frazioni 0 0 400 0
6 Nuclei rurali 0 0 400 0
7 Territorio rurale 0 0 1.400 0
Totale 1.200 700 6.500 6.600
TOTALE 1.900 13.100
  13% 87%

Art. 112 Dimensioni massime ammissibili per le attrezzature turistico ricettive

1. La tabella seguente individua le dimensioni massime ammissibili per le strutture turistico ricettive, espresse in posti letto, differenziate tra attività alberghiere, extra alberghiere e agriturismo, suddivise tra recupero e nuova edificazione.

DIMENSIONAMENTO PS: TURISTICO - RICETTIVO
UTOE PS
recupero nuova ed. Totale TOTALE
  n° posti letto n° posti letto n° posti letto n° posti letto Slp (25mq x p.l.)
  alberghi extra alb. agritur. alberghi extra alb. agritur. alberghi extra alb. agritur.      
1 Badia al Pino, Pieve al Toppo, Tegoleto 35 20 5 0 0 0 35 20 5 60 1.500
2 Viciomaggio 0 10 5 50 0 0 50 10 5 65 1.625
3 Civitella della Chiana 20 20 0 0 0 0 20 20 0 40 1.000
4 Ciggiano 0 10 5 0 0 0 0 10 5 15 375
5 Frazioni 15 25 0 0 0 0 15 25 0 40 1.000
6 Nuclei rurali 20 10 5 0 0 0 20 10 5 35 875
7 Territorio rurale 60 133 205 0 12 0 60 145 205 410 10.250
Totale 150 228 225 50 12 0 200 240 225 665 6.375
  23% 34% 34% 8% 2% 0% 30% 36% 100%    
TOTALE 603 62  
  91% 9%  
 
UTOE RESIDUO INCREMENTO
recupero nuova ed. recupero nuova ed.
  n° posti letto n° posti letto n° posti letto n° posti letto
  alberghi extra alb. agritur. alberghi extra alb. agritur. alberghi extra alb. agritur. alberghi extra alb. agritur.
1 Badia al Pino, Pieve al Toppo, Tegoleto 35 0 0 0 0 0 0 20 5 0 0 0
2 Viciomaggio 0 0 0 0 0 0 0 10 5 50 0 0
3 Civitella della Chiana 0 0 0 0 0 0 20 20 0 0 0 0
4 Ciggiano 0 0 0 0 0 0 0 10 5 0 0 0
5 Frazioni 15 0 0 0 0 0 0 25 0 0 0 0
6 Nuclei rurali 0 0 0 0 0 0 20 10 5 0 0 0
7 Territorio rurale 0 0 0 0 0 0 60 133 205 0 12 0
Totale 50 0 0 0 0 0 100 228 225 50 12 0
TOTALE 50 615
  8% 92%

Art. 113 Gli standard urbanistici

1. L'Offerta comprende le aree a standard già realizzate e quelle previste dal Piano Strutturale per ciascuna UTOE che il Piano Operativo dovrà localizzare e dimensionare.

2. Il calcolo delle aree a standard fa riferimento ad una popolazione totale pari a 9.881 abitanti (ottenuto sommando gli abitanti attuali e quelli previsti dal piano, che considera un incremento di 770 abitanti).

3. Il Piano Strutturale prevede per l'intero territorio comunale una dotazione complessiva per gli standard urbani non inferiore a 18 mq. per abitante, suddivisi in:

  • - parcheggi: 2,5 mq/ab.
  • - istruzione di base: 4,5 mq/ab.
  • - attrezzature d'interesse comune: 2 mq/ab.
  • - spazi pubblici attrezzati: 9 mq/ab.

Per ottenere una migliore qualità e una maggiore quantità di spazi collettivi il piano suggerisce di innalzare (quando possibile e come obiettivo generale) la dotazione degli standard urbani a 30 mq. per abitante, suddivisi in:

  • - parcheggi: 6 mq/ab.
  • - istruzione di base: 4,5 mq/ab.
  • - attrezzature d'interesse comune: 2,5 mq/ab.
  • - spazi pubblici attrezzati: 17 mq/ab.

4. Il Piano Operativo dovrà verificare le quantità minime di standard urbani per ogni singola UTOE (vedi tabella), con le seguenti specifiche:

  • - parcheggi: le quantità previste per l'UTOE 7 possono essere utilizzate, distribuite e ritrovate anche nelle altre UTOE;
  • - istruzione di base: queste aree devono essere verificate a livello comunale;
  • - spazi pubblici attrezzati: le quantità previste per le UTOE 6 e 7 potranno essere utilizzate, distribuite e ritrovate anche nelle altre UTOE.

5. Il Piano Strutturale prevede per l'intero territorio comunale una dotazione complessiva per gli standard territoriali non inferiore a 17.50 mq. per abitante, suddivisi in:

  • - istruzione superiore: 1,5 mq/ab.;
  • - attrezzature sanitarie ed ospedaliere: 1 mq/ab.;
  • - parchi e impianti sportivi: 15 mq/ab.;

6. Il Piano Operativo dovrà verificare le quantità minime di standard territoriali (vedi tabella), con le seguenti specifiche:

  • - istruzione superiore: queste aree devono essere verificate a livello sovracomunale (Arezzo e comuni limitrofi); le quantità previste, se non localizzabili nel territorio comunale, potranno essere utilizzate per incrementare la quantità delle aree destinate a parchi e impianti sportivi;
  • - attrezzature sanitarie ed ospedaliere: queste aree devono essere verificate a livello sovracomunale (ASL 8); le quantità previste, se non localizzabili nel territorio comunale, potranno essere utilizzate per incrementare la quantità delle aree destinate a parchi e impianti sportivi.

7. Per le aree produttive il Piano Operativo dovrà prevedere una dotazione minima di spazi pubblici o destinati ad attività collettive, verde pubblico o parcheggi (escluse le sedi viarie) non inferiore al 10% dell'intera superficie destinata a tali insediamenti.

8. Per le aree a carattere commerciale e direzionale il Piano Operativo dovrà prevedere per ogni 100 mq. di Slp (degli edifici) una dotazione minima di spazi pubblici non inferiore a 80 mq., di cui almeno la metà destinati a parcheggi (escluse le sedi viarie), oltre a quelli previsti dalla L n.122 del 24/03/1989. In particolare, la dotazione minima dei parcheggi per le aree commerciali dovrà essere incrementata delle quantità previste dalle norme e dalle direttive in materia contenute nella vigente LR Toscana.


DIMENSIONAMENTO PS: STANDARDS URBANI ART.3 DM 1444/68
parcheggi (compresi quelli lungo strada negli spazi segnalati): le quantità dell'UTOE 7 possono essere verificate nelle altre UTOE
istruzione di base: standard da verificare a livello comunale
spazi pubblici attrezzati: le quantità dell'UTOE 6 e 7 possono essere verificate nelle altre UTOE
Frazioni: Albergo Oliveto Pieve a Maiano Spoiano Tuori
Nuclei rurali: Casacce Gebbia Malpertuso Tribbio Cornia
  parcheggi istruzione base attrezzature d'interesse comune spazi pubblici attrezzati standards urbani
UTOE abitanti 2026 totale esistente incremento totale esistente incremento totale esistente incremento totale esistente incremento TOTALE
2,5 mq/ab 4,5 mq/ab 2 mq/ab 9 mq/ab 18 mq/ab
  mq mq mq mq mq mq mq mq mq mq mq mq  
1 Badia al Pino Pieve al Toppo Tegoleto 4910 12.275 43.738   22.095 29.000   9.820 25.736   44.190 80.069    
2 Viciomaggio 1024 2.560 8.809   4.608 2.540   2.048 2.870   9.216 23.970    
3 Civitella 197 493 4.906   887     394 2.420   1.773 7.963    
4 Ciggiano 593 1.483 4.175   2.669 1.578   1.186 1.211   5.337 11.848    
5 Frazioni 1007 2.518 7.884   4.532 1.752   2.014 20.426   9.063 41.547    
6 Nuclei rurali 192 480 361 119 864     384 332 52 1.728   1.728  
7 Territorio rurale 1958 4.895   4.895 8.811     3.916 214 3.702 17.622   17.622  
Totale 9.881 24.703     44.465     19.762     88.929     177.858
Totale esistenti     69.874     34.870     53.209     165.398    
Totale incremento 119 9.595 3.754        
 
Totale esist. e incremento 69.993   44.465   56.963   165.398 336.818
  7,1%   4,5% 5,8% 16,7% 34,1%


DIMENSIONAMENTO PS: STANDARDS TERRITORIALI ART.4 DM 1444/68
le aree per l'istruzione superiore sono da verificare a livello sovracomunale
le aree per le attrezzature sanitarie sono da verificare a livello dell'USL 8
i parchi e gli impianti sportivi sono da verificare a livello comunale
Frazioni: Albergo Oliveto Pieve a Maiano Spoiano Tuori
Nuclei rurali: Casacce Gebbia Malpertuso Tribbio Cornia
  istruzione superiore attrezzature sanitarie e ospedaliere parchi e impianti sportivi standards territoriali
UTOE abitanti 2026 totale esistente incremento totale esistente incremento totale esistente incremento TOTALE
1,5 mq/ab 1 mq/ab 15 mq/ab 17,5 mq/ab
  mq mq   mq mq   mq mq    
1 Badia al Pino Pieve al Toppo Tegoleto 4910 7.365     4.910 1.337   73.650 32.249    
2 Viciomaggio 1024 1.536     1.024 9.296   15.360      
3 Civitella 197 296     197     2.955      
4 Ciggiano 593 890     593     8.895      
5 Frazioni 1007 1.511     1.007     15.105      
6 Nuclei rurali 192 288     192     2.880      
7 Territorio rurale 1958 2.937     1.958     29.370      
Totale 9.881 14.822 9.881 148.215 172.918
Totale esistenti   10.633 32.249    
Totale incremento 14.822   115.966  
 
Totale esist. e incremento 14.822 10.633 148.215 173.670
      1,5%   1,1%   15,0% 17,6%

Titolo XV UTOE

Art. 114 Disposizioni generali

1. Il territorio del Comune di Civitella in Val di Chiana, con una Superficie Territoriale di 10.042 ha, è suddiviso in 7 Unità Territoriali Organiche Elementari (UTOE), individuate in base alle caratterizzazioni economiche, sociali e culturali delle differenti parti di territorio, con particolare riferimento ai caratteri morfologici e insediativi.

2. Le Unità Territoriali Organiche Elementari del Comune di Civitella in Val di Chiana, individuate nella Tav.C4.7 "Strategia dello sviluppo sostenibile: UTOE", sono:

  • - UTOE 1: Badia al Pino, Pieve al Toppo, Tegoleto
  • - UTOE 2: Viciomaggio
  • - UTOE 3: Civitella
  • - UTOE 4: Ciggiano
  • - UTOE 5: Frazioni: Albergo, Oliveto, Pieve a Maiano, Spoiano, Tuori
  • - UTOE 6: Nuclei rurali: Casacce, Cornia, Gebbia, Malpertuso, Tribbio
  • - UTOE 7: Territorio rurale

3. Ciascuna UTOE potrà ospitare al proprio interno popolazione, insediamenti, strutture, servizi e standard nella misura stabilita dal Piano Strutturale.

4. Ciascuna UTOE può essere interessata dalle azioni e dagli interventi di natura strategica previsti dagli Schemi Direttori (di cui alla Parte quarta "Disciplina degli interventi" delle presenti norme), che ne chiariscono il ruolo in relazione agli obiettivi e alla qualità dello sviluppo territoriale.

Art. 115 UTOE 1: Badia al Pino, Pieve al Toppo, Tegoleto

1. Si estende sulle aree prevalentemente urbanizzate dei tre principali centri abitati della pianura e comprende un'ampia zona agricola individuata come parco agri-urbano. L'UTOE ha un estensione di 339 ha, pari al 3,38% dell'intero territorio comunale. Per il dimensionamento degli interventi ammessi e gli standard previsti si fa riferimento alla tabella che segue.

2. L'UTOE 1 è interessata dagli interventi previsti negli Schemi Direttori: SD 3: Le isole della produzione, le infrastrutture e i nuovi boschi della pianura; SD 4: I luoghi di connessione tra le centralità urbane di Badia al Pino, Pieve al Toppo, Tegoleto; SD 5: Il parco agri-urbano; SD 6: Civitella e le percorrenze dei paesaggi Civitellini; SD 7: Tra collina e pianura: la ciclabile dei borghi pedecollinari; SD 8: La Via Vecchia Senese, una strada parco.

UTOE 1: BADIA AL PINO, PIEVE AL TOPPO, TEGOLETO
Superficie territoriale ha 333 3,32%  
 
Abitanti 2011 4.546
Abitanti 2026 4.910
Abitanti incremento 364
 
Funzioni recupero nuova ed. Totale
Residenziale Slp 8.050 17.950 26.000
Industriale e artigianale Slp 0 10.500 10.500
Commerciale Media struttura di vendita Slp 11.000 3.000 14.000
Direzionale e attività private di servizio Slp 4.400 100 4.500
Turistico - Ricettiva alberghiero p.l. 35 0 35
Turistico - Ricettiva extra alberghiero p.l. 20 0 20
Agriturismo p.l. 5 0 5
 
Standards urbani esistenti incremento Totale mq/ab
Parcheggi mq 43.738 0 43.738 8,9
Servizi istruzione di base mq 29.000 0 29.000 5,9
Attrezzature d'interesse comune mq 25.736 0 25.736 5,2
Spazi pubblici attrezzati mq 80.069 0 80.069 16,3

Art. 116 UTOE 2: Viciomaggio

1. Si estende sulle aree urbanizzate del centro abitato e delle sue aree produttive, includendo le espansioni previste tra la autostrada e il tracciato della variante alla SP21, fino al confine comunale con Arezzo. L'UTOE ha un estensione di 151 ha, pari al 1,50% dell'intero territorio comunale. Per il dimensionamento degli interventi ammessi e gli standard previsti si fa riferimento alla tabella che segue.

2. L'UTOE 2 è interessata dagli interventi previsti negli Schemi Direttori: SD 3: Le isole della produzione, le infrastrutture e i nuovi boschi della pianura; SD 6: Civitella e le percorrenze dei paesaggi Civitellini; SD 7: Tra collina e pianura: la ciclabile dei borghi pedecollinari.

UTOE 2: VICIOMAGGIO
Superficie territoriale ha 152 1,51%  
 
Abitanti 2011 934
Abitanti 2026 1.024
Abitanti incremento 90
 
Funzioni recupero nuova ed. Totale
 
Funzioni recupero nuova ed. Totale
Residenziale Slp 0 6.400 6.400
Industriale e artigianale Slp 0 59.500 59.500
Commerciale Media struttura di vendita Slp 1.500 6.800 8.300
Direzionale e attività private di servizio Slp 300 7.200 7.500
Turistico - Ricettiva alberghiero p.l. 0 50 50
Turistico - Ricettiva extra alberghiero p.l. 10 0 10
Agriturismo p.l. 5 0 5
 
Standards urbani esistenti incremento Totale mq/ab
Parcheggi mq 8.809 0 8.809 8,6
Servizi istruzione di base mq 2.540 0 2.540 2,5
Attrezzature d'interesse comune mq 2.870 0 2.870 2,8
Spazi pubblici attrezzati mq 23.970 0 23.970 23,4

Art. 117 UTOE 3: Civitella

1. Si estende sulle aree urbanizzate del capoluogo, dal centro storico fino a Madonna di Mercatale. L'UTOE ha un estensione di 12 ha, pari al 0,12% dell'intero territorio comunale. Per il dimensionamento degli interventi ammessi e gli standard previsti si fa riferimento alla tabella che segue.

2. L'UTOE 3 è interessata dagli interventi previsti negli Schemi Direttori: SD 6: Civitella e le percorrenze dei paesaggi Civitellini.

UTOE 3: CIVITELLA DELLA CHIANA
Superficie territoriale ha 12 0,12%  
 
Abitanti 2011 179
Abitanti 2026 197
Abitanti incremento 18
 
Funzioni recupero nuova ed. Totale
Residenziale Slp 0 1.300 1.300
Industriale e artigianale Slp 0 0 0
Commerciale Media struttura di vendita Slp 0 0 0
Direzionale e attività private di servizio Slp 400 0 400
Turistico - Ricettiva alberghiero p.l. 20 0 20
Turistico - Ricettiva extra alberghiero p.l. 20 0 20
Agriturismo p.l. 0 0 0
 
Standards urbani esistenti incremento Totale mq/ab
Parcheggi mq 4.906 0 4.906 24,9
Servizi istruzione di base mq 0 0 0 0,0
Attrezzature d'interesse comune mq 2.420 0 2.420 12,3
Spazi pubblici attrezzati mq 7.963 0 7.963 40,4

Art. 118 UTOE 4: Ciggiano

1. Si estende sulle aree urbanizzate della frazione, dal centro storico fino a Colombaia. L'UTOE ha un estensione di 33 ha, pari al 0,33% dell'intero territorio comunale. Per il dimensionamento degli interventi ammessi e gli standard previsti si fa riferimento alla tabella che segue.

2. L'UTOE 4 è interessata dagli interventi previsti negli Schemi Direttori: SD 6: Civitella e le percorrenze dei paesaggi Civitellini; SD 7: Tra collina e pianura: la ciclabile dei borghi pedecollinari; SD 8: La Via Vecchia Senese, una strada parco.

UTOE 4: CIGGIANO
Superficie territoriale ha 33 0,33%  
 
Abitanti 2011 537
Abitanti 2026 593
Abitanti incremento 56
 
Funzioni recupero nuova ed. Totale
 
Funzioni recupero nuova ed. Totale
Residenziale Slp 1.200 2.800 4.000
Industriale e artigianale Slp 0 0 0
Commerciale Media struttura di vendita Slp 0 0 0
Direzionale e attività private di servizio Slp 400 0 400
Turistico - Ricettiva alberghiero p.l. 0 0 0
Turistico - Ricettiva extra alberghiero p.l. 10 0 10
Agriturismo p.l. 0 0 0
 
Standards urbani esistenti incremento Totale mq/ab
Parcheggi mq 4.175 0 4.175 7,0
Servizi istruzione di base mq 1.578 0 1.578 2,7
Attrezzature d'interesse comune mq 1.211 0 1.211 2,0
Spazi pubblici attrezzati mq 11.848 0 11.848 20,0

Art. 119 UTOE 5: Frazioni: Albergo, Oliveto, Pieve a Maiano, Spoiano, Tuori

1. E' costituita da parti di territorio tra loro non contigue e comprende le differenti aree urbanizzate delle diverse frazioni. L'UTOE ha un estensione di 58 ha, pari al 0,58% dell'intero territorio comunale. Per il dimensionamento degli interventi ammessi e gli standard previsti si fa riferimento alla tabella che segue.

2. L'UTOE 5 è interessata dagli interventi previsti negli Schemi Direttori: SD 1: La riserva naturale di Ponte a Buriano e Penna e il nuovo accesso da Pieve a Maiano; SD 6: Civitella e le percorrenze dei paesaggi Civitellini; SD 7: Tra collina e pianura: la ciclabile dei borghi pedecollinari; SD 8: La Via Vecchia Senese, una strada parco.

UTOE 5: FRAZIONI
Superficie territoriale ha 58 0,58%  
 
Abitanti 2011 885
Abitanti 2026 1.007
Abitanti incremento 122
 
Funzioni recupero nuova ed. Totale
 
Funzioni recupero nuova ed. Totale
Residenziale Slp 4.100 4.600 8.700
Industriale e artigianale Slp 0 0 0
Commerciale Media struttura di vendita Slp 700 0 700
Direzionale e attività private di servizio Slp 400 0 400
Turistico - Ricettiva alberghiero p.l. 15 0 15
Turistico - Ricettiva extra alberghiero p.l. 25 0 25
Agriturismo p.l. 5 0 5
 
Standards urbani esistenti incremento Totale mq/ab
Parcheggi mq 7.884 0 7.884 7,8
Servizi istruzione di base mq 1.752 0 1.752 1,7
Attrezzature d'interesse comune mq 20.426 0 20.426 20,3
Spazi pubblici attrezzati mq 41.547 0 41.547 41,3

Art. 120 UTOE 6: Nuclei rurali: Casacce, Cornia, Gebbia, Malpertuso, Tribbio

1. E' costituita da parti di territorio tra loro non contigue e comprende diversi nuclei rurali. L'UTOE ha un estensione di 9 ha, pari al 0,09% dell'intero territorio comunale. Per il dimensionamento degli interventi ammessi e gli standard previsti si fa riferimento alla tabella che segue.

2. L'UTOE 6 è interessata dagli interventi previsti negli Schemi Direttori: SD 2: Ospitalità diffusa nell'Alta Valle del Lota; SD 6: Civitella e le percorrenze dei paesaggi Civitellini; SD 7: Tra collina e pianura: la ciclabile dei borghi pedecollinari.

UTOE 6: NUCLEI RURALI
Superficie territoriale ha 8 0,08%  
 
Abitanti 2011 170
Abitanti 2026 192
Abitanti incremento 22
 
Funzioni recupero nuova ed. Totale
 
Funzioni recupero nuova ed. Totale
Residenziale Slp 0 1.600 1.600
Industriale e artigianale Slp 0 0 0
Commerciale Media struttura di vendita Slp 0 0 0
Direzionale e attività private di servizio Slp 400 0 400
Turistico - Ricettiva alberghiero p.l. 20 0 20
Turistico - Ricettiva extra alberghiero p.l. 10 0 10
Agriturismo p.l. 5 0 5
 
Standards urbani esistenti incremento Totale mq/ab
Parcheggi mq 361 119 480 2,5
Servizi istruzione di base mq 0 0 0 0,0
Attrezzature d'interesse comune mq 332 52 384 2,0
Spazi pubblici attrezzati mq 0 1.728 1.728 9,0

Art. 121 UTOE 7: Territorio rurale

1. Comprende tutto il territorio non ricadente nelle altre unità. L'UTOE ha un estensione di 9.440 ha, pari al 94,00% dell'intero territorio comunale. Per il dimensionamento degli interventi ammessi e gli standard previsti si fa riferimento alla tabella che segue.

2. L'UTOE 7 è interessata dagli interventi previsti negli Schemi Direttori: SD 1: La riserva naturale di Ponte a Buriano e Penna e il nuovo accesso da Pieve a Maiano; SD 2: Ospitalità diffusa nell'Alta Valle del Lota; SD 3: Le isole della produzione, le infrastrutture e i nuovi boschi della pianura; SD 6: Civitella e le percorrenze dei paesaggi Civitellini; SD 7: Tra collina e pianura: la ciclabile dei borghi pedecollinari; SD 8: La Via Vecchia Senese, una strada parco.

UTOE 7: TERRITORIO RURALE
Superficie territoriale ha 9.444 94,05%  
 
Abitanti 2011 1.860
Abitanti 2026 1.958
Abitanti incremento 98
 
Funzioni recupero nuova ed. Totale
 
Funzioni recupero nuova ed. Totale
Residenziale Slp 7.000 0 7.000
Industriale e artigianale Slp 0 0 0
Commerciale Media struttura di vendita Slp 0 0 0
Direzionale e attività private di servizio Slp 1.400 0 1.400
Turistico - Ricettiva alberghiero p.l. 60 0 60
Turistico - Ricettiva extra alberghiero p.l. 133 12 145
Agriturismo p.l. 205 0 205
 
Standards urbani esistenti incremento Totale mq/ab
Parcheggi mq 0 4.895 4.895 2,5
Servizi istruzione di base mq 0 0 0 0,0
Attrezzature d'interesse comune mq 214 3.702 3.916 2,0
Spazi pubblici attrezzati mq 0 17.622 17.622 9,0

Titolo XVI Piani Comunali di Settore

Art. 122 Disposizioni generali

1. I Piani Comunali di settore dovranno essere fondati su obiettivi e prestazioni coerenti con quelli del presente Piano Strutturale, del PTC e del PIT. Essi dovranno avere come riferimento i Sistemi e le UTOE definiti nelle presenti norme ed essere congruenti con le norme per la tutela e l'uso del territorio di cui alla LR n.65 del 10/11/2014.

Art. 123 Pianificazione integrata del commercio

1. Il Piano Strutturale recepisce, come parte integrante del proprio quadro conoscitivo, la Pianificazione integrata del commercio, il Piano redatto in applicazione della LR n.28 del 17/05/1999, approvato con Delibera del Consiglio Comunale n.9, 24/03/2011.

Art. 124 Piano intercomunale di protezione civile

1. Il Piano Strutturale recepisce, come parte integrante del proprio quadro conoscitivo, il Piano Intercomunale di Protezione Civile della Valdichiana occidentale, approvato con Delibera del Consiglio Comunale n.6, 24/02/2007.

Art. 125 Piano Comunale di classificazione acustica

1. Il Piano Strutturale recepisce, come parte integrante del proprio quadro conoscitivo, il Piano Comunale di Classificazione Acustica, in applicazione della LR n.89 del 01/12/1998, approvato con Delibera del Consiglio Comunale n.21, 21/05/2005.

Art. 126 Piano della distribuzione e localizzazione delle funzioni

1. Il Piano della distribuzione e localizzazione delle funzioni è lo strumento attraverso il quale l'Amministrazione dovrà prevedere un'equilibrata distribuzione spaziale delle funzioni terziarie direzionali, turistiche, commerciali e produttive nelle diverse parti del territorio, in armonia con quanto previsto dal Piano Strutturale, in particolare con quanto specificato nella Parte Terza: "Sistemi", delle presenti norme.

2. Tale Piano dovrà in particolare:

  • - tutelare gli insediamenti storici;
  • - consentire l'integrazione delle destinazioni residenziali con attività compatibili, nel rispetto delle strategie del Piano Strutturale;
  • - sintonizzare la distribuzione spaziale delle funzioni con le esigenze di riordino del traffico veicolare e dell'accessibilità pedonale, ciclabile e del trasporto pubblico, secondo gli indirizzi e le previsioni del Piano Strutturale;
  • - consentire operazioni di riqualificazione dei tessuti urbani degradati e degli immobili dismessi;
  • - verificare la dotazione di opere di urbanizzazione.

Art. 127 Piano Triennale delle opere pubbliche

1. Il Piano Triennale delle opere pubbliche dovrà definire le esigenze di opere pubbliche in riferimento alle previsioni del Piano Operativo, verificare l'utilizzo ottimale delle risorse economiche in relazione alle priorità definite negli atti di pianificazione, valutare le opere da realizzare con il contributo di altri operatori.