Norme Tecniche di attuazione del Regolamento Urbanistico

Articolo 59 Difesa del suolo e del sottosuolo

1. PERICOLOSITA′ GEOLOGICA

1.1. Per l′intero territorio comunale sono state definite quattro classi di pericolosità geologica di cui alla D.C.R. n.94/1985, determinate in specifiche aree e riportate nella Tavola 6 – Carta della pericolosità geologica delle indagini geologico-tecniche di supporto al PS aggiornata con la nuova carta di cui alla Tavola n.17 del RU, quali:

  1. 1. irrilevante;
  2. 2. bassa;
  3. 3. media;
  4. 4. elevata.

2. CLASSE 1 – PERICOLOSITA′ GEOLOGICA IRRILEVANTE

2.1. Nelle aree ricadenti in classe 1 non sussistono limitazioni costruttive derivanti da caratteristiche geologico-tecniche e morfologiche.

2.2. L′attività costruttiva dovrà essere preceduta da una indagine geotecnica di supporto alla progettazione limitata agli scavi ed alle opere di fondazione.

3. CLASSE 2 – PERICOLOSITA′ GEOLOGICA BASSA

3.1. Nelle aree ricadenti in classe 2 sussistono limitazioni costruttive derivanti da condizioni geologico-tecniche e morfologiche apparentemente stabili sulle quali però permangono dubbi che dovranno essere chiariti in sede di progettazione.

3.2. L′attività costruttiva dovrà essere preceduta da uno studio geologico e geotecnico di supporto alla progettazione che chiarisca i dubbi di cui sopra e che indichi in termini di fattibilità gli eventuali interventi da eseguire per i quali la progettazione stessa si dovrà adeguare.

4. CLASSE 3 – PERICOLOSITA′ GEOLOGICA MEDIA

4.1. Nelle aree ricadenti in classe 3 sussistono forti limitazioni costruttive derivanti da condizioni geologico-tecniche e morfologiche tali da essere considerate al limite dell′equilibrio.

4.2. L′attività costruttiva dovrà essere preceduta da indagini geologiche e geotecniche di supporto alla progettazione molto approfondite condotte a livello di area nel suo complesso che indichino in termini di fattibilità gli eventuali interventi da eseguire per i quali la progettazione stessa si dovrà adeguare.
L′esecuzione dell′opera edilizia dovrà essere condizionata dalla eliminazione del rischio prevedendo interventi di bonifica e miglioramento dei terreni e/o l′adozione di tecniche di un certo impegno relativamente alle fondazioni.
Gli interventi di bonifica e comunque di eliminazione del rischio dovranno essere eseguiti preliminarmente o contestualmente a quelli per la realizzazione dell′opera e terminati comunque prima dell′emissione della certificazione di abitabilità o agibilità.

5. CLASSE 4 – PERICOLOSITA′ GEOLOGICA ELEVATA

5.1. Nelle aree ricadenti in classe 4 sussistono elevate limitazioni costruttive derivanti da condizioni geologico-tecniche e morfologiche tali da essere considerate compromesse, in quanto aree interessate da fenomeni di dissesto attivo, come frane, forti erosioni, fenomeni di subsidenza o frequenti inondazioni.

5.2 . L′attività costruttiva dovrà essere preceduta da indagini geologiche e geotecniche di supporto alla progettazione molto approfondite e dettagliate condotte a livello di aree interessate dai fenomeni di cui al comma precedente, che comunque indichino l′esatta consistenza del rischio e dei fenomeni ed in termini di fattibilità gli eventuali interventi da eseguire per i quali la progettazione stessa si dovrà adeguare.
L′esecuzione dell′opera edilizia dovrà essere condizionata dalla eliminazione del rischio prevedendo interventi di bonifica e miglioramento dei terreni e/o l′adozione di tecniche di un certo impegno relativamente alle fondazioni.
Gli interventi di bonifica e comunque di eliminazione del rischio dovranno essere eseguiti prima di quelli per la realizzazione dell′opera e terminati comunque contestualmente alla realizzazione delle fondazioni dell′opera stessa.

6. USO E TUTELA DELLA RISORSA IDRICA

6.1. Come risulta dall′indagini geologico-tecniche di supporto al PS nella Tavola 8 – Carta dell′uso e tutela della risorsa idrica, l′intero territorio comunale appartiene alla classe A come sistema in stato di equilibrio.

6.2. In questo sistema i prelievi idrici sono al di sotto della soglia di ricarica dell′acquifero o della portata minima vitale di un corso d′acqua superficiale.
La qualità della risorsa idrica risulta ottimale, non inquinata o alterata in modo sensibile.

6.3. In tutto il territorio comunale non sussistono limitazioni per i prelievi idrici riguardo a tutte le trasformazioni, ferma restando la priorità per gli usi idropotabili prevista dall′articolo 2 delle Legge n.36/1994, comunque la verifica della disponibilità della risorsa idrica, riguardo ai nuovi insediamenti di cui alla z.t.o. C, D5, D6, D7, dovrà essere fatta in sede di redazione del piano attuativo in relazione al piano provinciale per la gestione degli usi della risorsa idrica di cui all′articolo 14 bis della legge regionale n.91/1998 (articolo 12 della legge regionale 21 maggio 2007 n.29) ed in coerenza con la pianificazione dell′ATO 5.

7. POZZI E SORGENTI

7.1. Il quadro conoscitivo con la carta delle acque, idrografia, acquedotti, e la Tavola 9 – Carta dei pozzi e delle sorgenti delle indagini geologico-tecniche di supporto al PS individuano tutti i punti di captazione delle acque sotterranee (pozzi e sorgenti) esistenti e conosciuti secondo le indicazioni della Provincia di Livorno di cui al P.T.C.

In particolare nella Tavola 9 delle indagini geologico-tecniche sono indicati anche i pozzi e le sorgenti ad uso idropotabile con le relative aree da sottoporre a tutela attorno ai punti di captazione, quali:

  1. a) zona di tutela assoluta;
  2. b) zona di rispetto;
  3. c) zona di protezione;
  4. d) zona con diversa vulnerabilità della falda.

7.2. Al di là delle limitazioni e dei divieti imposti per ogni zona, di seguiti riportati, è comunque necessario che per ogni intervento edilizio che comunque preveda nuovi servizi igienico-sanitari sia previsto all′allaccio alla fognatura comunale oppure un idoneo sistema di smaltimento dei liquami.

8. ZONA DI TUTELA ASSOLUTA ATTORNO AL POZZO O SORGENTE

8.1. La zona di tutela assoluta è un′area di circonferenza avente un raggio di 10 metri dal centro quale punto di captazione.

8.2. In questa zona vi è una tutela assoluta con il divieto di qualsiasi edificazione fatte salve le opere di presa e le costruzioni di servizio.

9. ZONA DI RISPETTO ATTORNO AL POZZO O SORGENTE

9.1. La zona di rispetto è un′area di circonferenza avente un raggio di 200 metri dal centro quale punto di captazione.

9.2. In questa zona sono sempre vietati gli interventi e le attività seguenti:

  1. a) dispersione di fanghi e nuovi scarichi di acque reflue anche se depurate;
  2. b) accumulo di concimi chimici, fertilizzanti o pesticidi;
  3. c) dispersione nel sottosuolo di acque meteoriche provenienti da piazzali e strade;
  4. d) realizzazione di nuove aree cimiteriali;
  5. e) spandimento di concimi, fertilizzanti o pesticidi, salvo che l′impiego di tali sostanze sia effettuato sulla base delle indicazioni di uno specifico piano di utilizzazione che tenga conto della natura dei suoli, delle colture compatibili, delle tecniche agronomiche impiegate e della vulnerabilità delle risorse idriche;
  6. f) realizzazione di nuove cave che possano essere in connessione con la falda;
  7. g) realizzazione di nuovi pozzi, ad eccezione di quelli utilizzati per consumo umano e di quelli finalizzati alla variazione dell′estrazione ed alla protezione delle caratteristiche quantitative e qualitative della risorsa idrica;
  8. h) realizzazione di discariche, isole ecologiche, aree di stoccaggio, di messa in riserva e di deposito dei rifiuti di qualsiasi natura e provenienza, comunque la gestione degli stessi;
  9. i) stoccaggio di prodotti, ovvero sostanze chimiche pericolose e sostanze radioattive;
  10. j) centri di raccolta, demolizione e rottamazione autoveicoli;
  11. k) pozzi perdenti;
  12. l) pascolo e stabulazione di bestiame che ecceda i 170 kg/ettaro di azoto presente negli effluenti, al netto delle perdite di stoccaggio e distribuzione.

10. ZONA DI PROTEZIONE ATTORNO AL POZZO O SORGENTE

10.1. La zona di protezione è un′area di circonferenza avente un raggio di 500 metri dal centro quale punto di captazione.

10.2. In questa zona sono sempre vietati gli interventi e le attività seguenti:

  1. a) dispersione di fanghi ed acque reflue inquinanti;
  2. b) realizzazione di discariche di rifiuti speciali e pericolosi fatta eccezione per quelli inerti.

11. VULNERABILITA′ DELLA FALDA IDRICA

11.1. La Tavola 10 – Carta della vulnerabilità della falda delle indagini geologico-tecniche di supporto al PS suddivide il territorio comunale in due classi che riuniscono le indicazioni e le differenziazioni della Provincia di Livorno riportate nel P.T.C., come vulnerabilità Elevata-Alta (EA), Estremamente Elevata (EE), Medio-Bassa (MB), Estremamente Bassa (BB).

12. CLASSE 1 DI VULNERABILITA′ DELLA FALDA IDRICA

12.1. La classe 1 comprende le zone di vulnerabilità Elevata-Alta (EA), Estremamente Elevata (EE).

12.2. Nelle aree appartenenti a questa classe sono da evitare i seguenti interventi:

  1. a) dispersione, ovvero immissione in fossi di reflui, fanghi e liquami;
  2. b) accumulo di concimi organici e stoccaggio di sostanze inquinanti;
  3. c) dispersione nel suolo di sostanza organica, concimi, fertilizzanti e quant′altre sostanze inquinanti, non preventivamente trattate, provenienti da impianti di depurazione;
  4. d) sub-irrigazione a perdere o pozzi a perdere per lo smaltimento dei liquami;
  5. e) spandimento di fanghi ad uso agricolo.
    E′ opportuno superare le limitazioni di cui sopra solo attraverso specifiche indagini estese ad un significativo intorno dell′area interessata, che dovranno approfondire nel dettaglio:
    • identificazione idrogeologica e configurazione fisico geometrica dell′acquifero, con definizione del tipo idrodinamico e della natura del substrato;
    • censimento di pozzi e valutazione dei parametri idrogeologici dell′acquifero, con prospezioni in situ o sulla base di fonti bibliografiche;
    • comportamento idrochimico ed idrobiologico dell′acquifero (autodepurazione naturale dei terreni), attraverso la caratterizzazione della copertura satura ed insatura (litologia, granulometria, porosità, conducibilità idraulica) effettuabile con prospezioni in situ o sulla base di fonti bibliografiche.

13. CLASSE 2 DI VULNERABILITA′ DELLA FALDA IDRICA

13.1. La classe 2 comprende le zone di vulnerabilità Medio-Bassa (MB), Estremamente Bassa (BB).

13.2. Nelle aree appartenenti a questa classe non sussistono particolari limitazioni.
Gli insediamenti di attività ed infrastrutture potenzialmente inquinanti dovranno essere valutate solo attraverso specifiche indagini estese ad un significativo intorno dell′area interessata, che dovranno approfondire nel dettaglio:

  • identificazione idrogeologica e configurazione fisico geometrica dell′acquifero, con definizione del tipo idrodinamico e della natura del substrato;
  • censimento di pozzi e valutazione dei parametri idrogeologici dell′acquifero, con prospezioni in situ o sulla base di fonti bibliografiche;
  • comportamento idrochimico ed idrobiologico dell′acquifero (autodepurazione naturale dei terreni), attraverso la caratterizzazione della copertura satura ed insatura (litologia, granulometria, porosità, conducibilità idraulica) effettuabile con prospezioni in situ o sulla base di fonti bibliografiche.